Scoppia la pace tra Iran e Usa sulla questione nucleare. Sanzioni addio?

È pace tra Iran e Occidente? L’Aiea certificherà che l’Iran ha ridotto come stabilito le proprie scorte di uranio arricchito. Lo riferiscono fonti occidentali ai colloqui di Vienna con Teheran. «Abbiamo avuto un buon colloquio», ha dichiarato il segretario di Stato americano, John Kerry, dopo un nuovo incontro a Vienna col ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif. In vista di un accordo al negoziato dei “5+1” con Teheran, la cui deadline sarebbe dovuta scadere martedì a mezzanotte, Kerry e Zarif si sono incontrati per la quinta, e probabilmente decisiva volta, per definire gli ultimi punti dell’annosa disputa sul programma nucleare iraniano. Zarif è rientrato martedì mattina a Vienna dopo consultazioni di un giorno a Teheran. I negoziati ora proseguono a vari livelli e coinvolgono anche il ministro degli esteri russo, Serghei Lavrov. A riprova del fatto che è proprio scoppiata la pace, gli Stati Uniti hanno ufficialmente esteso fino al 7 luglio i negoziati con l’Iran sul nucleare. Lo afferma il Dipartimento di Stato. «Il 5+1 e l’Iran hanno deciso la proroga per dare più tempo ai negoziatori per raggiungere una soluzione di lungo termine», si legge infatti in una nota.

Nucleare e Iran: anche Obama spinge per una rapida conclusione

Il termine ultimo per un accordo sul nucleare iraniano sarebbe scaduto martedì alla mezzanotte, ma tutti sanno che non avrebbe potuto essere rispettato. Un rinvio era dato per scontato ma oltre il 9 luglio non avrebbe avuto senso. Entro tale data, infatti, il presidente americano Barack Obama e il segretario di Stato John Kerry dovranno presentare al Congresso un eventuale accordo per essere esaminato. Per farlo, il Congresso ha 30 giorni di tempo, solo dopo potranno essere revocate le sanzioni contro Teheran. Se i colloqui dovessero durare di più, il termine per l’esame del Congresso, a causa delle ferie, si allungherebbe a 60 giorni. Una dilazione che potrebbe avere effetti negativi sulla valutazione di deputati e senatori, molti dei quali sono comunque scettici o contrari. Obama spinge per una rapida conclusione. «L’accordo finale sull’Iran deve essere approvato da una risoluzione del consiglio di sicurezza dell’Onu, se necessario»: lo ha detto il ministro degli esteri russo, Serghiei Lavrov, da Vienna.