Altro schiaffo a Roma: la compagnia inglese EasyJet se ne va da Fiumicino

EasyJet riduce i servizi su Roma Fiumicino e da aprile 2016 non avrà più aeromobili ed equipaggi basati nello scalo. Lo si legge in una nota della compagnia, che spiega che «la base di Roma Fiumicino genera ritorni inferiori alle altre basi di easyJet». Inoltre lo scalo romano «fornisce un’esperienza di viaggio povera, con conseguenze negative sui livelli di puntualità e soddisfazione dei clienti, all’interno di un trend in deterioramento a causa dei livelli eccessivi di crescite di capacità». La compagnia low cost inglese conferma comunque il proprio impegno a collegare l’Italia con il resto dell’Europa e continuerà a trasportare circa 2 milioni di passeggeri da e per Roma Fiumicino l’anno prossimo, con collegamenti dalle altre basi europee. «L’Italia è un mercato strategico per easyJet e i nostri piani per il 2016 ci consentiranno di aumentare la nostra presenza a Milano, Napoli e Venezia, aree in cui riteniamo ci siano maggiori opportunità di crescita sostenibile di lungo periodo”, spiega la ceo Carolyn McCall. «Continueremo ad assicurare collegamenti tra Roma Fiumicino e il nostro network europeo – aggiunge – in una modalità più in linea con le esigenze dei nostri passeggeri».

La scelta di EasyJet è uno choc per la città e per la Regione

Una scelta «sorprendente che preoccupa non soltanto per la scelta strategica di uno dei principali vettori low cost mondiali, ma perché potrebbe avere ripercussioni sui dipendenti della compagnia basati nell’hub romano», riconosce in una nota, il presidente del Consiglio regionale del Lazio Daniele Leodori, che di fatto formula un atto d’accusa contro i suoi compagni di coalizione e contro la giunta Marino. «Non è un bel segnale, nell’anno del Giubileo e nel momento in cui i numeri del trasporto aereo italiano e quelli relativi a Fiumicino – aggiunge – sono in aumento come dimostrano i 38,5 milioni di passeggeri del 2014 cresciuti del 6,5% rispetto al 2013. Quello di Easyjet è un abbandono che stupisce – conclude Leodori – anche alla luce dei 13,3 milioni di passeggeri trasportati in Italia e su Roma lo scorso anno dalla compagnia inglese».