Scandalo in Grecia, scoperti giornalisti addestrati dal Fmi per disinformare

Una volta c’era la Disinformatia, la subdola tecnica di comunicazione utilizzata (e ampiamente abusata), dal regime sovietico per alterare la realtà dei fatti diffondendo informazioni false e fuorvianti. Sembrano passati secoli da quell’epoca, solo apparentemente lontana, della Guerra Fredda. Ora si scopre che anche la democrazia, perdipiù quella considerata più liberale, cioè la statunitense, ricorre a queste tecniche di disinformazione, che sembravano morte e sepolte, proprie dei regimi antidemocratici e illiberali, per suggestionare l’opinione pubblica e orientarne surrettiziamente le scelte.
E’ scandalo in Grecia dove è emerso che diversi giornalisti greci avrebbero frequentato a Washington appositi seminari finanziati dal Fmi, il Fondo monetario internazionale, al fine di presentarne in modo favorevole le posizioni dell’Istituto nei media ellenici disinformando l’opinione pubblica greca.
La pesante denuncia viene da Panagiotis Roumeliotis, ex-rappresentante ellenico presso l’organizzazione di Washington, che ha testimoniato davanti a una speciale Commissione parlamentare sul debito greco.

Molti giornalisti greci vittime di disinformazione dell’Fmi

L’e-funzionario Fmi ha detto che diversi giornalisti greci sono stati «addestrati» a Washington DC al fine di sostenere le posizioni del Fondo monetario internazionale e della Commissione europea sui media greci.
Roumeliotis ha detto inoltre che quando era a Washington incontrò per caso giornalisti greci che gli dissero di essere stati invitati a partecipare a seminari sulle attività del Fmi.
A riprova delle proprie dichiarazioni, Roumeliotis ha invitato la Commissione a richiedere la lista dei nomi dei giornalisti che hanno partecipato ai seminari al Direttore del Dipartimento per le Comunicazioni del Fmi, Gerry Rice.
La presidente Parlamento Zoe Konstantopoulou, che presiede la Commissione, ha recepito la proposta e ha incaricato un membro del comitato di redigere una richiesta formale al Fmi per ottenere la lista dei giornalisti.
«In Grecia alcuni individui che lavorano per i mass media sono stati messi a libro paga per nascondere il fatto che il debito greco non era sostenibile», ha detto Konstantopoulou, che ha proseguito citando il nome del giornalista televisivo Yiannis Pretenteris il quale, secondo la presidente del Parlamento, in un suo recente libro ha ammesso di aver frequentato i seminari del Fmi. Nel corso della sua testimonianza, Roumeliotis ha sostenuto inoltre che molti giornalisti greci sono stati vittime di disinformazione e che l’aver omesso il fatto che il debito del Paese non era sostenibile ha costituito un danno agli interessi del popolo greco. L’ex-funzionario ha aggiunto che pure diversi economisti e docenti universitari hanno tentato di convincere l’opinione pubblica che il debito era sostenibile mettendosi così alla stessa stregua dei giornalisti.