Salvini dà il contrordine: l’accordo con il Cav non è ancora «cosa fatta»

Contrordine leghisti, l’accordo con Forza Italia non è ancora da considerare cosa fatta. Parola di Matteo Salvini. E una ragione politica ci sarà se sin dal mattino il leader del Carroccio ha sentito il bisogno di tranquillizzare i militanti circa l’esito della cena di Arcore della sera precedente, raccontando – dai microfoni di Radio Padania – che dal tavolo con Berlusconi lui si è alzato non con un accordo «ma con alcuni punti di programma condivisi». Non una retromarcia ma di certo una precisazione che la dice lunga sulle perplessità e le diffidenze del Carroccio verso l’antico alleato forzista.

I 3 dossier che dividono Salvini da Berlusconi

Al di là delle dichiarazioni ufficiali e di qualche immatura soddisfazione per la rinascita del centrodestra, in realtà sono ancora molti i dossier che distanziano Salvini dal Cavaliere. Il primo si chiama Renzi. La Lega vuol disarcionarlo mentre Forza Italia oscilla vistosamente tra orfani del Nazareno, pontieri e guastatori alla Brunetta. A parole, Berlusconi sembra aver scelto l’opposizione, ma è noto che il suo inner circle Gianni Letta, Confalonieri ed il figlio Pier Silvio – non fa mistero di volere un atteggiamento più possibilista nei confronti del premier. Subito dopo c’è l’Italicum: dalle parti della Lega non hanno ancora digerito il minuetto del Cavaliere sulla legge elettorale, prima approvata, poi modificata con l’introduzione del premio di lista e quindi ripudiata ma solo come ritorsione per il mancato coinvolgimento di Forza Italia nella scelta del successore di Napolitano al Quirinale. Salvini vuol tornare al premio di coalizione anche per far brillare l’identità del suo partito. Più pragmatico, Berlusconi ha già scavallato ogni tecnicismo e pensa ad una lista unica con equa distribuzione di capilista da distribuire tra Lega e Forza Italia. Infine, le elezioni amministrative nelle grandi città, soprattutto Milano, dove Salvini vorrebbe un leghista mentre Berlusconi – a meno che non decida di misurarsi proprio il capo del Carroccio – vorrebbe attingere il candidato dalla società civile.

Per l’alleanza sarà decisivo il fattore tempo

Comunque sia, sarà il fattore tempo ad essere determinante. Oggi Berlusconi ha bisogno di appoggiarsi a Salvini un po’ per frenare il calo di consensi, specie al Nord, un po’ per dare l’idea, questa volta soprattutto al Sud, di una coalizione in cantiere. Ma è chiaro che il suo vero (e legittimo) obiettivo consiste nell’allontanare quanto più possibile lo spettro di eventuali elezioni anticipate. Solo così può tentare di ripristinare a proprio vantaggio i rapporti di forza all’interno del centrodestra. Al contrario – e questo è il vero timore dell’ex-premier – se Renzi e la maggioranza si sfarinano prematuramente, Salvini sarà tentato dall’imporre la propria egemonia ad un centrodestra smarrito e territorialmente mutilato.