Roma, Ncd e immigrazione fuori controllo: adesso Renzi può cadere

Dinanzi al pellegrino Matteo Renzi – scrive Bruno Vespa su QN – s’apre in queste settimane un tormentato Tridente penitenziale: la crisi amministrativa determinata da Mafia Capitale, la crisi politica in cui ai colpi della minoranza s’aggiunge la fibrillazione del partito di Alfano, la crisi sociale dovuta a una immigrazione incontrollata. Sul primo punto, il commissariamento del Giubileo affidato al prefetto di Roma Gabrielli, già capo della Protezione civile – parzialmente smentito ieri – metterebbe al riparo di ogni turbolenza un avvenimento di rilevanza mondiale.

Giubileo commissariato per evitare una figuraccia mondiale

Poi c’è la questione NCD, sempre più turbolenta, con le indagini su “Castiglione e Azzollini – due uomini chiave del suo partito – che hanno un effetto tellurico da non sottovalutare. Su Alfano si scaricano ingiustamente tutte le polemiche sull’immigrazione. Lui ha ragione quando ricorda di essere il ministro dell’Interno che deve mettere pezze a guai consumati all’estero. Finora Alfano è stato la vittima mediática della situazione, ma guai se Renzi si illudesse che possa continuare così. La sordità europea e internazionale dinanzi a questa tragedia è allucinante”.

Renzi sta sottovalutando il problema immigrazione, che sta scoppiando

L’Italia sta risparmiando finora soltanto parte dette spese di carburante sul trasporto dei migranti. Ma se le navi francesi invece di fare rotta su Marsiglia continueranno a scaricare in Sicilia il loro carico di disperati, alla fine in Italia scoppierà la rivoluzione. Molti sindaci di sinistra l’hanno capito e si associano alla polemica (strumentale, ma purtroppo in parte fondata) dei politici di destra. Soltanto una forte rottura internazionale da parte di Renzi può portare a qualche risultato. Non sappiamo che cosa abbia detto il nostro primo ministro a Obama e Merkel sulla panchina in Baviera. Ne se il tema sia stato affrontato con Putin. Ma se gli uomini più potenti del mondo non riescono a scuotere la paralitica congrega dell’Onu facendo intervenire i soccorsi intemazionali in Africa il nostro presidente del Consiglio rischia davvero.