Allarme Isis anche a Roma. Ma il sindaco dichiara guerra alla zanzara tigre

Non abbaia ma morde, non ruggisce ma sibila, non uccide ma pizzica. Però quel nome, zanzara tigre, fa un certo effetto quando si evocano campagne di bonifica, guerre di disinfestazione, tolleranza zero delle istituzioni contro quel terribile ectoplasma che minaccerebbe le nostre popolazioni. Ecco perché, tra minacce dell’Isis e invasioni di Rom, nel peggior periodo storico di Roma dai tempi dei barbari, il Comune rispolvera una grande campagna di mobilitazione contro la minaccia dell’insetto tigrato, forse per depistare un po’ l’attenzione dalle vere sanguisughe della Capitlae che ogni giorno la magistratura indaga o arresta, soprattutto nella foresta politica che in cui si muove il cercopiteco Marino.

Rifiuti e vandali, ma c’è la zanzara tigre…

Per distrarre l’opinione pubblica dallo stato di abbandono in cui versano le strade, i parchi, i giardini e tutto ciò che abbia a che fare con quegli appalti di Mafia Capitale bloccati e per ora non ancora rinnovati, il Comune si impegna, nel suo piccolo, contro l’esserino che morde e fugge. Inizia questa settimana la campagna di controllo per evitare il proliferare della zanzara tigre (Aedes albopictus) nel territorio della Capitale, disposta dall’Assessorato all’Ambiente e Rifiuti: “una campagna – si legge in una nota – che prevede trattamenti antilarvali nell’area urbana di Roma che interesseranno le 350.000 caditoie stradali, quelle presenti nelle pertinenze esterne delle scuole comunali, negli impianti sportivi comunali, nelle sedi municipali, nei centri anziani e nei cimiteri”.

Tanto allarmismo per nulla

Ma è davvero così pericolosa questa zanzara tigre? La sua caratteristca, ci informa Wikipedia, è indubbiamente l’aggressività ed il fatto di essere attiva sia di giorno che di notte, anche se predilige la mattina ed il pomeriggio. “Si riscontra inoltre una sua forte resistenza a veleni comuni ed una straordinaria capacità di adattamento all’ambiente”. Il pericolo, per un morso di zanzara tigre, potrebbe essere la trasmissione di una malattia virale, la Chikungunya, caratterizzata da febbre acuta e trasmessa dalla puntura di zanzare infette, ceppo  attribuibile alla Tanzania e all’Indonesia. L’allarme si è diffuso anche in Italia, nonostante nella storia pare si sia verificato un solo caso isolato nel 1997 in Emilia Romagna e nessuno in Europa. Eppure, a Roma, partono campagne roboanti per misure di bonifica che dovrebbero essere di normale amministrazione per una grande città. Roba che neanche per l’influenza suina ci avevano spaventato tanto, salvo scoprire che il vero pericolo per la democrazia era il Porcellum…