Roma, un “caso Kabobo” a La Storta. E vogliono pure mandarci i profughi

Aggredita con una spranga di ferro da un uomo sbucato all’improvviso dai cassonetti. È successo a Roma, al quartiere La Storta, a una ragazza romena di 29 anni, trasportata in ospedale per trauma cranico. L’episodio, oltre ad aver scioccato i residenti, ha riacceso la polemica intorno al centro per rifugiati che le autorità locali vorrebbero aprire a Casale San Nicola, non lontano dal luogo dell’aggressione.

Il centro profughi destinato al quartiere

La ragazza è stata colpita mentre stava andando a lavorare, intorno alle 5 del mattino. L’uomo, un ghanese di 37 anni senza fissa dimora, l’ha colpita senza motivo. Una sorta di caso Kabobo, dunque, per fortuna con conseguenza non altrettanto tragiche: la ragazza è stata giudicata guaribile in 15 giorni. L’uomo è stato fermato da un carabiniere della vicina caserma ed è stato arrestato per lesioni personali. Ma la vicenda ha comunque riacceso l’allarme per la destinazione a Casale San Nicola di un centro per rifugiati. La decisione delle autorità cittadine era già stata alla base di diverse proteste da parte degli abitanti della zona, che avevano visto come una tregua il sequestro della struttura per illeciti amministrativi. Una tregua interrotta, però, dall’aggressione: non appena saputo dell’episodio i comitati di quartiere sono nuovamente scesi in piazza.

Una situazione di «illegalità totale»

I cittadini si sono dati appuntamento, con un sit-in spontaneo, davanti alla caserma dei carabinieri. Lamentano la mancanza di sicurezza nel quartiere, che sarebbe notevolmente aggravata dall’apertura del centro per rifugiati. «Semmai ce ne fosse stato bisogno, questo fatto dimostra ai tanti che ancora non vedono o non vogliono vedere che il problema sicurezza esiste e non farà altro che peggiorare con un eventuale arrivo dei profughi», ha scritto sul suo profilo facebook il consigliere municipale di Fratelli d’Italia, Fulvio Accorinti, al fianco delle proteste dei cittadini fin da quando La Storta è stata indicata come sede del centro profughi. «La struttura di via del Casale di San Nicola 150 è stata posta sotto sequestro penale per evidenti e gravi abusi edilizi. Aggressioni continue e veri e propri saccheggi delle abitazioni ai danni di cittadini… Insomma, siamo nell’illegalità totale contro la quale da settimane – ha concluso Accorinti – Fratelli d’Italia si sta battendo!».