Retata dell’Europol: 500 arresti e quintali di droga sequestrati

Oltre 500 arrestati, 2,8 tonnellate di cocaina sequestrate, 390 veicoli confiscati, circa 1.300 tonnellate di rame sequestrate. È il bilancio reso noto dalla polizia italiana dell’operazione Blue Amber, realizzata attraverso una serie di azioni internazionali sostenute da Europol nelle ultime settimane, e portate a termine fra il 4 maggio e il 24 giugno in 260 località del mondo. Come già con l’operazione Archimedes dello scorso anno, Blue Amber è stata resa possibile dalla stretta collaborazione che si è stabilita. Da tempo, 24 ore al giorno, il centro di coordinamento di operazioni di Europol, gli specialisti di Europol, gli Ufficiali di collegamento delle forze di polizia, (coordinati per l’Italia dalla Direzione centrale della polizia criminale), ed altre agenzie partner come Selec (South Eastern European Law Enforcement Center) Tispol (European Traffic Police Network) e Pcc-see (Police Cooperation Convention For SouthEast Europe Secretariat), processano tutti i dati che provengono dagli stati membri, analizzandoli e prevedendo dei piani di supporto alle attività operative.

Una retata scattata in diverse città

Sulla base di questa attività di “intelligence” sono state preparate le operazioni in diverse città, con interventi in aeroporti, frontiere, porti e territori particolarmente soggetti ad attività criminale, e sono state intraprese attività per contrastare reati di traffico di droga, di armi e di esseri umani, agevolazione dell’immigrazione illegale, produzione e commercio di beni contraffatti, traffici di autoveicoli rubati, analisi sequestro e confisca di beni provento della criminalità organizzata, cybercrime.

Il ruolo di Europol

Gli ufficiali di Europol, presenti alle azioni, hanno fornito strumenti di analisi e accesso diretto ai database della struttura centrale; ad esempio per quanto riguarda il traffico di sostanze stupefacenti sono note le rotte di cocaina dei corrieri dal sud America all’Europa, e di eroina dall’Afghanistan-Pakistan verso l’occidente con cadenza giornaliera, e sono state scoperte varie metodologie di trasporto; dalla droga diluita negli abiti, nascosta nelle suole delle scarpe, o celata o diluita nei medicinali. Mentre per il traffico di esseri umani, una sempre più stretta collaborazione con i paesi dei Balcani occidentali ha portato all’arresto di molti “facilitatori”, ed è stato scoperto un canale privilegiato con l’Ungheria. «È stato dimostrato ancora una volta – ha detto Rob Wainwright, Direttore di Europol – che la cooperazione internazionale può avere un grandissimo impatto nella lotta contro la criminalità organizzata. Gli oltre 500 arresti dimostrano ai criminali che non si possono sentire sicuri da nessuna parte. Europol continuerà a supportare le Forze di Polizia degli stati membri con le capacità tecniche e di intelligence proprie dell’agenzia stessa».