Renzi e Putin a braccetto: obiettivo superare le sanzioni. E sull’Ucraina…

“Caro Vladimir per noi sei strategico. Serve riprendere le relazioni con l’Occidente. Matteo Renzi si muove a suo agio nelle ambientazioni politico-mondane: per quattro ore, tra gli stand dell’Expo, il presidente del Consiglio ha animato siparietti, creato atmosfere «giuste» per gratificare Vladimir Putin e poi, al momento opportuno, lontano da orecchie sensibili, ha spiegato al presidente russo la svolta dell’Italia: «Caro Vladimir, per noi la Russia è un partner strategico», «per noi dovete tornare ad essere un player delle principali crisi globali» si deve puntare a «riprendere le relazioni con l’Occidente», in vista di un superamento delle sanzioni a Mosca, e di un ritorno della Russia nel G8.

Renzi molto vicino a Putin, nonostante le parole di Obama

Al di là delle parole pronunciate in privato, il presidente del Consiglio ha voluto regalare a Putin un’accoglienza regale, da leader di una superpotenza. Una ri-legittimazione. La prova definitiva che la decisione di investire sulla Russia è la prima e più importante novità di politica estera del governo Renzi. Una svolta fatta nel nome della realpolitik, ma che per un Paese da 70 anni atlantico richiede una certa audacia, tanto è vero che Renzi l’aveva anticipata al presidente Obama durante rincontro alla Casa Bianca il 17 aprile scorso.

Verso la fine delle sanzioni e l’attuazione di una linea comune sull’Ucraina

Si è parlato della sofferenza, a seguito delle sanzioni, da parte delle imprese italiane, soprattutto nei confronti di quelle tedesche, alcune delle quali hanno saputo trovare gli escamotage «giusti» per aggirare le restrizioni. Difficile decrittare cosa si siano detti su un tema così delicato, ma una linea comune è stata riscontrata sul Medio Oriente, sulla Libia, sulla lotta al terrorismo internazionale, anche se la convergenza più significativa, poi replicata in pubblico, è sulla crisi ucraina sulla quale vi è «condivisione» sulla necessità di una soluzione «pacifica» attraverso la piena attuazione dell’accordo Minsk II, perché questo può portare Renzi e Putin d’accordissimo alla fine delle sanzioni.