Rave party, un altro morto: si “fanno” liberamente e nessuno interviene

Ancora una vittima dei rave party. Ancora una lite finita in tragedia. Ancora un giovane morto prematuramente per mano di un coetaneo e a causa di motivi inconsistenti: è finito con l’omicidio di un ragazzo di 24 anni e il ferimento di altri due, nel corso di una rissa, un rave party organizzato a Castel Morrone (Caserta), al quale hanno preso parte centinaia di giovani provenienti da tutta la Campania.

Rave party, ancora una vittima

Il ragazzo si chiamava Antonio Franzese, aveva 24 anni, era di Frattamaggiore (Napoli), ed è morto in seguito a una coltellata al torace; altri due giovani sono finiti in ospedale a Caserta con ferite di arma da taglio alla schiena e all’addome. Per il suo omicidio sono state fermate dai carabinieri su ordine della procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), due persone: l’accusa nei confronti dei due è di omicidio volontario. All’alba, una telefonata al 112 ha avvertito i Carabinieri. In un ampio piazzale dell’Old River, un locale che si trova a Sopra Mulino, dove era stata organizzata la festa, sono arrivate le pattuglie ed è cominciato il fuggi fuggi di giovani: una massa umana in fuga dall’arrivo degli agenti delle forze dell’ordine che fino a pochi istanti prima, però, aveva potuto agire indiscriminatamente: riunirsi. Stordirsi di musica a tutto volume. Cedere all’effetto di droghe di ogni genere e alcool di tutti i tipi e trascinarsi per tutta la notte in uno stato di alterazione o di semi incoscienza. E tutto nella più assoluta indifferenza o impotenza delle famiglie e delle forze di sicurezza. Tutto nella totale assenza dello Stato e in spregio delle regole.

Indagini, delitto e castigo?

Ma nella fuga improvvisata, qualcuno non ce l’ha fatta a dileguarsi ed è stato identificato dai militari, e due di loro sono stati addirittura fermati con la grave accusa di omicidio. Sul terreno, intanto, rimangono tre giovani feriti e intorno a loro, tanto sangue. Quando sono giunte le ambulanze del 118 Antonio Franzese, colpito al torace, era ormai in fin di vita e poco dopo è morto nonostante i disperati tentativi del medico del 118 di soccorrerlo e tenerlo in vita. La salma è stata portata nell’istituto di Medicina legale dell’ospedale di Caserta per l’autopsia disposta dal pm di Santa Maria Capua Vetere, Giorgia De Ponte. All’ospedale di Caserta sono giunti anche gli altri due feriti, che non sono in pericolo di vita. I carabinieri sono al lavoro per ricostruire l’accaduto: hanno ascoltato testimoni, provato a ricostruire la dinamica dei fatti, ma nessuno ha fornito finora elementi utili a comprendere il perché e il come del ferimento mortale. Finora, dunque, non è stato eseguito alcun fermo. Quello che è certo è che la rissa è avvenuta tra due gruppi di giovani probabilmente per motivi banali, forse una ragazza contesa, ed è poi degenerata in maniera irreversibile. Come già accaduto tante altre volte in precedenza. Come la cronaca insegna: una lezione impartita a colpi di eventi drammatici e di giovani vite il cui peso, morale, sociale, civile, evidentemente non arriva a gravare sulle coscienze dei giovani, e non riesce a sollecitare azioni mirate in chi di dovere. E finchè ci sarà la libertà di aggregarsi in massa, sdi storidirsi, alterarsim, uccidere e morire, tutto può continuare a ripetersi ciclicamente. Il rave party era stato organizzato grazie a un tam-tam sui social network: è così che Antonio Franzese aveva saputo della festa: ora sul web si affastellano frasi di dolore, di rimpianto, di rammarico e rabbia…