“Quote migranti”, rimpatri di massa e UE chiede più controlli all’Italia

“Mentre a Ventimiglia continua l’emergenza con decine di migranti bloccati alla frontiera dalla gendarmerie francese e un’altra trentina sgombrati dalle forze d’ordine italiane – qualcuno avrebbe anche iniziato uno sciopero della fame – la diplomazia europea cerca una via d’uscita: nella bozza di conclusioni del vertice, anticipate ieri, il passaggio sulle quote resta in bianco, ma viene enfatizzata la politica di rimpatri dei migranti che non hanno diritto all’asilo per cercare di convincere le capitali riottose ad approvare tutto il pacchetto”, si legge su “La Repubblica”.

I rimpatri sono la priorità per la Commissione UE

Sui rimpatri la bozza Ue assicura «la mobilitazione di tutti gli strumenti per promuovere le riammissioni dei migranti economici illegali nei paesi di origine e transito». La strategia mira a velocizzare e dare nuovo vigore ai negoziati con le nazioni di origine per la riammissione dei migranti, anche condizionando gli aiuti allo sviluppo alla collaborazione riprendere i migranti. Che per essere invogliati a tornare, potranno godere di un’assistenza Ue a trovare un lavoro nei paesi di origine e garanzie che tornati in patria non saranno arrestati.

EU vuole negoziati con le nazioni di origine per la riammissione dei migranti

Anche Matteo Renzi si fa sentire: incontrerà Cameron e Hollande per fare un punto della situazione in vista del summit. Per lo stesso motivo ha già convocato le Regioni. Sul nodo quote la Commissione Juncker tiene duro. Visto che dopodomani i ministri dell’Interno rinvieranno l’approvazione del meccanismo per redistribuire 24mila migranti sbarcati in Italia e 16mila in Grecia, Bruxelles vuole che obbligatorietà del sistema e quote vengano confermate dai leader e che questi prendano l’impegno a chiudere a livello ministeriale entro luglio. Posto che per Italia e Germania, i governi più favorevoli alle quote, il termine di luglio è di vitale importanza, le capitali che spalleggiano Bruxelles alla fine pur di fare entrare in vigore il sistema potrebbero accontentarsi di un testo “semplificato” ma di uguale efficacia per rendere più facile agli altri governi assediati in patria dai populisti – di votarlo.

La Francia chiede a Roma e Atene più controlli

Rimangono fermi sul no il fronte dell’Est e dei baltici, mentre la Polonia ha fatto sapere che alla fine probabilmente accetterà. Anche il no della Francia sembra rientrato, con Hollande che però chiede garanzie a Italia e Grecia sui controlli: si preme affinchè Roma e Atene accettino team Ue che li aiutino (e li controllino) in questo lavoro.