Putin fa sul serio: oltre 40 nuovi missili nell’arsenale russo

Putin fa sul serio e risponde al recente “rilancio” d Washington. La Russia aggiungerà quest’anno più di 40 nuovi missili balistici al suo arsenale nucleare. Il  presidente russo ha precisato che i nuovi missili Icbm “saranno in grado di superare anche il più tecnicamente sofisticato sistema di difesa missilistico”. L’annuncio di Putin segue la dura  presa di posizione di Mosca  alla notizia che gli Usa intendono schierare armi pesanti in Europa orientale. Un simile atto – ha detto il ministro degli Esteri – violerebbe l’atto fondatore Russia-Nato del 1997, “nel quale l’Alleanza si è impegnata a non piazzare forze da combattimento considerevoli” nei Paesi dell’Europa orientale “su base permanente”. Il capo della diplomazia di Mosca afferma che la presunta “minaccia russa” all’Europa non e’ altro che “un mito” di cui gli Stati Uniti si stanno servendo per giustificare i loro piani di schierare armi sul “fianco orientale” della Nato e “mascherare” le loro responsabilità  sulla crisi ucraina. Non solo: secondo gli uomini di Putin  “gli Usa stanno coltivando volontariamente una fobia antirussa tra i loro alleati europei in modo da usare l’attuale momento di difficoltà per espandere la propria presenza militare e quindi la propria influenza” nel Vecchio Continente.

 

Gli alti costi della crisi tra Putin e Obama

Mentre Putin e Obama sono impegnati in questa schermaglia in stile guerra fredda, le economie europee stilano un primo bilancio dell’inasprimento dei rapporti Usa-Russia. E si tratta di un bilancio particolarmente pesante, soprattutto per le azienda el nostro Paese.  La crisi ucraina e le sanzioni alla Russia hanno infatti dato una consistente colpo  sia all’export e sia ai consumi in Italia. A darne conto sono le analisi condotte da due associazioni aderenti a Confcommercio. La crisi ucraina nel 2014, sottolinea Confcommercio in una nota, ha fatto sparire la Russia dalle prime dieci destinazioni per il nostro export, principalmente a causa dell’introduzione delle sanzioni. Da un’analisi dell’Aice, l’Associazione Italiana Commercio Estero, emerge che le imprese italiane sono state colpite doppiamente dal gioco delle sanzioni incrociate di Ue e Russia. Infatti, se il settore dell’agrofood italiano è fortemente penalizzato dalle sanzioni imposte sull’esportazione di prodotti alimentari europei verso la Russia (con danni stimabili superiori al miliardo di euro e un calo di almeno il 25%), tutti gli altri settori merceologici sono colpiti dall’effetto boomerang delle sanzioni europee sul settore finanziario russo, che impedisce di fatto alle banche russe di poter operare e garantire i pagamenti dei compratori russi nei confronti dei fornitori italiani.