Porno-mamma alla sbarra: videochat e sesso spinto davanti alle figlie

Porno-mamma a processo. Una quarantasettenne del Piovese, molto porno e assai poco mamma, dovrà rendere conto di due anni (dal 2009 al 2011) di delirio sessuale vissuto e inflitto in diretta webcam (e non solo) alle sue povere figliolette, all’epoca dei fatti di appena 7 e 11 anni. Due ragazzine sprovvedute, costrette a crescere davvero troppo in fretta – e troppo morbosamente – involontarie complici coinvolte dalla madre, quando andava bene, a scattare foto osé da spedire ad amanti recluctati in Rete, quando andava peggio, ad assistere a ossessive conversazioni on line, videochat erotiche, masturbazioni virtuali e amplessi occasionali. Tutto senza filtri. Senza veli. Senza riserbo. Senza il minimo istinto protettivo nei confronti delle due piccole testimoni.

Porno-mamma a processo

Fatti, immagini, parole, gesti: tutto è stato causa e al tempo stesso effetto di una ossessione sessuale che ha condizionato la quotidianità delle due piccole, e giustificato gli argomenti accusatori che il pubblico ministero Giorgio Falcone porterà in tribunale. La donna, infatti, è stata rinviata a giudizio con le accuse di maltrattamenti in famiglia e corruzione di minori. Accuse inquietanti e circostanziate, tali da turbare prima, e convincere poi, il giudice dell’udienza preliminare Cristina Cavaggion a mandare a processo la donna. E proprio le carte processuali potrebbero diventare tranquillamente la sceneggiatura di un film pornografico di infima categoria, se non fosse che coinvolte nella trama sessuale ordita dalla porno-mamma ci sono due ragazzine innocenti e inconsapevoli, travolte in un vortice di incontri e rapporti, sintomo di una vera e propria mania che, in un caso almeno, ha persino indotto la donna a dare il numero di cellulare della sua figlia più piccola ad uno dei suoi amanti, esortandolo addirittura a chiamare la bambina e a parlarle come si farebbe con un’adulta quando i freni inibitori non oppongono più alcun tipo di limite.

L’odissea delle due piccole figlie

Un’odissea, quella delle due bimbe, durata due lunghi anni, e costellata di episodi rivisitati anche dalle pagine di cronaca veneta del Corriere della sera che parlano di rapporti ostentati e di videochat erotiche ad alto tasso pronografico. Di sesso in casa e di grida amplificate «come per farsi sentire dalle figlie». Delle tante volte in cui le piccole sorprendevano la madre a letto con un uomo, in atteggiamenti intimi. O dell’andirivieni all’ordine del giorno, «come quella volta che un amante della donna aveva dormito nel letto con la bambina più piccola». Episodi per i quali parlare di mancata cura sembra davvero riduttivo. Racconti e accadimenti che oggi, inanellati uno dopo l’altro negli atti del processo, lasciano letteralmente allibiti. Uno sconcerto consolabile giusto con la certezza che oggi le due bambine, che hanno 13 e 17 anni, sono affidate ad un’altra famiglia e sono seguite dai Servizi Sociali, vivendo una realtà decisamente più consona alla loro età, e idonea ai bisogni di due adolescenti costrette a crescere bruscamente e a sopportare un peso sul cuore e sull’anima che non avrebbero dovuto neppure conoscere…