Il Pg: così Sarah Scazzi fu inseguita e strangolata dalla cugina e dalla zia

Sarah Scazzi «viene strangolata in casa Misseri con una cintura da Cosima e Sabrina». Poi il corpo viene portato in garage, Sabrina resta in casa per far ritardare Mariangela Spagnoletti, Cosima e Michele Misseri si occupano del corpo di Sarah, trasportandolo attraverso l’ingresso interno posteriore di casa che porta al garage.
Lo ha affermato il pg Antonella Montanaro nella requisitoria al processo d’appello per l’omicidio di Sarah Scazzi, ricostruendo, con l’ausilio di slide ricavate dagli atti processuali, il delitto della 15enne di Avetrana strangolata e gettata in un pozzo-cisterna il 26 agosto 2010.
Il Pg ha aggiunto che c’è una intercettazione a carico di Michele Misseri in cui l’agricoltore dice alla moglie di averla avvisata che del corpo di Sarah non doveva rimanere traccia. In primo grado per il delitto sono state condannate all’ergastolo Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano.

La ricostruzione del Pg per l’omicidio di Sarah Scazzi

Il Pg ha quindi ricostruito le ultime fasi precedenti al delitto. «Per raggiungere casa Misseri da casa di Sarah – ha spiegato – ci vogliono circa 4 minuti, tra le 13.35 e le 13.45. Arriva alle 13.50 circa. Alle 13.55 una teste vede due auto dinanzi a casa Misseri, quella di Cosima, una Opel Astra, e quella di Michele Misseri, la Seat Marbella; il garage è aperto. Dopo pochi minuti Sarah esce per un litigio, piangendo, ed è intenzionata a tornare a casa. Subito dopo Cosima e Sabrina escono e la inseguono con la Opel. La bloccano, Cosima scende e costringe Sarah a salire. In quel momento, ore 14 circa, incrocia il furgone del fioraio Giovanni Buccolieri che sta andando da Vanessa Cerra. L’intento in quel momento di Cosima e Sabrina è di calmare Sarah, non di ucciderla. La Opel fa un giro più lungo e incrocia l’auto di un altro testimone, la Opel va a velocità sostenuta e si ferma dinanzi al cancelletto pedonale di casa Misseri». Poi, secondo l’accusa, le terribili fasi dell’omicidio nella villetta.
Sarah, insiste ancora il Pg, «non era più la “cosa” di Sabrina da quando aveva cominciato a frequentare il suo gruppo. Sarah diventa la rivale di Sabrina e nella sua testa vuole prendere il suo posto con Ivano Russo».

Il Pg: Sabrina vedeva Sarah come una rivale in amore

Per la Procura generale l’omicidio «è maturato in ambito intrafamigliare, quindi caratterizzato da una certa aggressività e non è vero che le indagini sono andate in una sola direzione».
Da questo punto di vista, il Pg ha aggiunto che occorre “guardare lo scenario in cui avviene il delitto, un piccolo centro di provincia; i rapporti tra Cosima Serrano e la sorella Concetta, madre di Sarah». E ancora, il rapporto tra Cosima Serrano e il marito Michele Misseri, definito «terribile ed estremamente conflittuale. Basta leggere gli sms tra Sabrina Misseri e Ivano Russo, con il quale ha una relazione. Sabrina vive l’esasperazione del rapporto tra i genitori e del suo rapporto conflittuale con la madre».
Quindi i rapporti tra Sabrina e Sarah. «Sarah è una sorella, dice Sabrina. Peccato che Sarah quasi nella stessa giornata dice che “è una stronza'”, peccato che Sabrina dicesse che Sarah “si vende per due coccole”. Sarah «non era più la “cosa” di Sabrina da quando aveva cominciato a frequentare il suo gruppo. Sarah diventa la rivale di Sabrina e nella sua testa vuole prendere il suo posto con Ivano Russo».
«Sono molto addolorata che si pensi che abbia ucciso Sarah. Non l’ho uccisa, so io quanto sono addolorata», aveva detto Sabrina Misseri rendendo dichiarazioni spontanee al processo d’appello per l’omicidio di Sarah Scazzi prima che iniziasse la requisitoria del Pg. Poi scoppiata a piangere e ha detto al presidente della Corte di non sentirsela di continuare a parlare.
Assente, invece, la madre di Sabrina, Cosima Serrano, che, come ha poi riferito uno dei suoi legali, ha rinunciato a presenziare all’udienza in quanto la scorta che doveva accompagnarla dal carcere all’aula di Corte di Assise di appello voleva metterle le manette ai polsi.