Da Passera a Malagò: a Milano e Roma è corsa al toto-candidato

Uno annuncia di essere pronto a scendere in campo a Milano, per il centrodestra. L’altro ribadisce di «non essere interessato a una avventura politica» come sindaco di Roma, dopo essere stato dato come papabile per il centrosinistra. Corrado Passera e Giovanni Malagò chiariscono le proprie posizioni rispetto alla possibilità di correre alle amministrative, tra aspirazioni e ironie.

Italia Unica alle amministrative

Passera scioglierà la riserva sabato, quando si terrà la direzione nazionale del suo movimento, Italia Unica, che si svolgerà «non a caso a Milano». «Alle amministrative noi ci saremo con il nostro simbolo in tutte le città principali», ha detto Passera, facendo riferimento a Milano, Torino, Bologna, Trieste, Napoli e Cagliari. «Le amministrative del 2016 saranno l’occasione per dimostrare la forza del progetto di Italia Unica. Il voto di domenica dimostra che il Pd di Renzi è tutt’altro che un Moloch imbattibile», ha aggiunto l’ex banchiere, che però non è disposto a sottoporre il suo nome alla scelta popolare delle primarie. Almeno, non se il competitor interno al centrodestra è Matteo Salvini.

Passera dice no alle primarie con Salvini

«Guai a primarie del centrodestra tra mondo liberale e forze lepeniste», ha detto il leader di Italia Unica, secondo il quale il centrodestra «dopo essersi messo a disposizione di “Matteo 1” rischia di mettersi a disposizione di “Matteo 2″». Incurante dei risultati elettorali e del dibattito su come ricompattare il centrodestra, Passera ha quindi aggiunto che «le proposte della Lega sono del tutto incompatibili con i valori liberali e riformisti» e che «al massimo si potranno fare le primarie tra CasaPound e Lega, ma non tra Lega e forze moderate».

La scelta di Malagò

Di segno opposto l’intervento di Giovanni Malagò su una sua possibile discesa in campo quando si voterà per Roma, che – si dice da settimane – sarebbe sponsorizzata direttamente da Matteo Renzi. Il presidente del Coni è tornato a ribadire che la questione non è nella sua agenda e, dopo aver detto tempo fa che si trattava di una ipotesi di «pura fantascienza», adesso si affida all’ironia dicendo che «una finale di Champions League tra Roma e Lazio è più probabile» di una sua corsa per il Campidoglio. «Non sono interessato a una avventura politica, chi mi conosce lo sa bene», ha detto Malagò, aggiungendo che «penso allo sport, la politica non è nei miei programmi. Quello di tirare per la giacca le persone è lo sport nazionale di questo Paese, ma io – ha concluso – più che smentire non posso».