Parigi adotta la linea dura: «Gli Imam parlino solo francese nelle moschee»

Una vecchia idea leghista, da sempre snobbata dalla sinistra col solito corollario di accuse di razzismo e xenofobia: costringere gli Imam che arringano i fedeli nelle moschee a parlare la lingua del territorio dove si trovano. Un modo per impedire che in quei luoghi, nell’impossibilità per noi di comprendere la lingua araba, si possa fare proselitismo per il terrorismo e addirittura istigare all’odio contro altre religioni. Oggi la stessa proposta arriva dalla Francia, dalla sinistra francese: «Gli Imam dovranno parlare francese», secondo Le Parisien, l’annuncio verrà fatto oggi dal ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, in occasione del lancio della “nuova istanza per il dialogo” con l’Islam, nel quadro delle misure post-attentati. Previsto anche un corso di formazione per l’apprendimento della laicità e dei “valori della Repubblica”. Sembra di leggere, al rovescio, il finale del best seller di Michelle Houllebuecq, “Sottomissione”, quando il filosofo raccontava la sua islamizzazione più o meno forzata. La Francia, ora, prova a mettere un argine alla scalata culturale dell’Islam imponendo il francese e i suoi valori repubblicani. Parlare francese potrebbe essere il primo passo per una serie di iniziative volte a garantire un maggior controllo sulle attività più o meno pubbliche delle comunità islamiche.