Pakistan, impiccato un cristiano: fu condannato quando era adolescente

Un altro cristiano è stato impiccato. Un membro della minoranza cristiana in Pakistan, Aftab Bahadur Masih, condannato a morte, è stato impiccato a Lahore, capoluogo della provincia pachistana del Punjab. Lo hanno reso noto fonti ufficiali della prigione di Kot Lakpat. L’uomo è stato condannato per l’omicidio di tre persone nel 1992, un fatto criticato dalle associazioni di difesa dei diritti umani perché all’epoca dei fatti l’imputato aveva 15 anni e perché le due persone che lo accusavano hanno successivamente ritrattato. Nel 2000, inoltre, il Pakistan ha adottato una legge che eleva a 18 anni l’età minima perché un imputato possa essere condannato a morte.

Impiccato un cristiano condannato a morte, le proteste

Questa esecuzione si aggiunge alle circa 150 realizzate in numerose carceri pachistane da quando nel dicembre 2014 il premier Nawaz Sharif ha revocato la moratoria sull’esecuzione delle condanne a morte in vigore dal 2008. Decisione presa a seguito di un massacro compiuto da un commando del Tehrek-e-Taliban Pakistan (TTP) in una scuola di Peshawar in cui sono state massacrate 140 persone, quasi tutti studenti. La ong internazionale Reprieve ha condannato la decisione di eseguire la condanna. «È veramente un giorno di vergogna per il sistema giudiziario del Pakistan – ha dichiarato Maya Foam direttore del team che si occupa della pena di morte – perché è stata rifiutata perfino la concessione di un rinvio di pochi giorni per permettere agli avvocati di raccogliere le prove della sua innocenza». Martedì i familiari di Masih ed i membri della comunità cristiana hanno inscenato una protesta davanti al press Club di Lahore chiedendo un rinvio dell’esecuzione che però non ha prodotto frutti. Inutili sono stati anche gli interventi di leader cristiani e vescovi pachistani che hanno chiesto al governo di disporre una sospensione temporanea dell’esecuzione per la celebrazione di un nuovo processo, visto che i due testimoni dell’accusa avevano ritrattato.