Siamo il Paese del figlio unico e del monogenitore. Così cambia la famiglia

La famiglia è sempre più “stretta” e “lunga”: sono ormai un’esigua minoranza coloro che vivono in famiglie in cui ci sono anche i nonni (5,3%) mentre prevale la famiglia con il padre, la madre e altri fratelli (62,4%); seguono quanti vivono solo con il padre e la madre (17,9%) e le famiglie monogenitore solo con la madre (6,5%) mentre residuali sono tutte le altre. Il quadro lo fornisce la Relazione annuale al Parlamento del Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Vincenzo Spadafora, che contiene una serie di dati messi a punto in stretta collaborazione con l’Istat, fornendo una fotografia della famiglia e dei suoi mutamenti. La fotografia fornita stabilizza alcune tendenze emerse in questi anni, in cui alla crisi economica ha corrisposto anche una crisi  familiare e una debolezza intrinseca all’interno dei nuclei, spesso lasciati soli e senza infrastrutture a supportare difficoltà crescenti. Fare un solo figlio è già una scommessa, per molti.

Se si osservano le tipologie delle famiglia con bambini e ragazzi con meno di 18 anni, emerge non solo che è ormai dominante per ciascuna di esse il modello del figlio unico, ma quasi raddoppiano le famiglie monogenitoriali che passano da 535 mila nel 1999-2000 a 954 mila nel 2013-2014. I nuclei monogenitore con figli minorenni sono composti nell’86,4% dei casi da madri sole. Le coppie con figli minorenni sono in totale 5 milioni 676 mila, la percentuale di quelle con un solo figlio è il 51,6%, quelle con due il 39,9% e quelle con tre o più l’8,5%. Le coppie non coniugate con minori sono 520 mila e presentano una quota di figli unici maggiore rispetto alle coppie coniugate (rispettivamente 66,5% e 50,0%). Tra il 2008 e il 2014, durante il periodo della più recente crisi economica, diminuisce la percentuale di bambini e ragazzi che vivono con ambedue i genitori occupati. La quota di bambini e ragazzi fino a 17 anni che hanno entrambi i genitori occupati scende, infatti, dal 43,8% nel 2008 al 37,7% attuale, segnando un -13,9%. Nello stesso arco temporale anche quelli con padre occupato e madre casalinga diminuiscono dal 32,2% al 24,6%, registrando una variazione negativa pari a -23,6%.