Obama invia i soldati in Iraq, ma non combatteranno contro l’Isis

La Casa Bianca ha annunciato ufficialmente che gli Stati Uniti invieranno fino a 450 altri soldati in Iraq per addestrare le forze irachene impegnate nella lotta all’Isis. Il presidente Barack Obama ha preso la decisione su richiesta del premier iracheno al Abadi. I nuovi soldati che il Pentagono invierà in Iraq non saranno però in alcun modo coinvolti nei combattimenti, ma svolgeranno solo un ruolo di addestratori e consiglieri nella base militare di al Taqaddum, nella provincia di Anbar dove si trova Ramadi.

Obama ripensa alla strategia anti-Isis

Il tutto va inquadrato in un ripensamento generale della strategia della Casa Bianca nell’ambito della lotta all’Isis, visti i recenti successi dei jihadisti in Iraq e in Siria nonostante i raid aerei della coalizione internazionale guidata dagli Usa. Successi che hanno fatto registrare la conquista di Ramadi in Iraq e di Palmira in Siria. Un ripensamento della strategia, quello di Obama, che però non contempla ancora l’opzione dei cosiddetti “boots on the ground”, con un coinvolgimento diretto dei soldati Usa nei combattimenti. Mentre resta sul campo la possibilità di blitz delle forze speciali americane per colpire i leader dell’Isis, come avvenuto lo scorso aprile in Siria con l’uccisione di uno dei più stretti collaboratori del leader indiscusso dello stato islamico al Baghdadi.