Nozze gay, per la Corte Suprema Usa sono un diritto costituzionale

Si alle nozze gay dagli Usa. E perciò i gay di tutto il mondo possono festeggiare. Con uno sguardo deferente e riconoscente a Barack Obama. Perchè da ora in poi le nozze tra persone dello stesso sesso sono garantite su tutto il territorio nazionale americano. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha infatti stabilito a maggioranza risicata, con  5 voti a favore contro 4 contrari, che il matrimonio è un diritto garantito dalla Costituzione Usa anche alle coppie omosessuali. Questo significa che gli Stati della federazione dovranno da ora in poi permettere le nozze gay a tutti coloro che lo vorranno. Così come sarà inoltre obbligatorio riconoscere i matrimoni omosessuali contratti in qualsiasi parte degli Stati Uniti. Prima del pronunciamento della Corte invece, la questione era stata lasciata in mano ai singoli Stati della federazione: 37 quelli che hanno deciso, nel corso degli ultimi anni, di legalizzare i matrimoni tra omosessuali (più il Distretto di Columbia).

In tutta l’America legali le nozze gay

Il “Defense of Marriage Act”, una legge approvata nel 1996 ma già allora apparsa di dubbia costituzionalità, conteneva una definizione di matrimonio limitata a quello eterosessuale: riguardo il matrimonio gay, inoltre, sospendeva il tradizionale vincolo di reciprocità fra i vari Stati. Prima del giugno 2013, infatti, a una coppia omosessuale che si era sposata in Massachusetts (dove il matrimonio gay è legale dal 2004) non potevano essere riconosciuti i molti benefit fiscali e pensionistici federali nel caso si fosse trasferita in uno Stato in cui il matrimonio gay era illegale. La Corte Suprema è intervenuta a favore del riconoscimento federale dei matrimoni gay nel 2013: ma alcuni Stati potevano rifiutarsi di celebrare i matrimoni gay e anche di riconoscere un matrimonio gay celebrato in un altro Stato, e di conseguenza negare vari diritti e servizi. Adesso non potranno più farlo.