«Non mi dispiace che il romeno assassino sia morto»: la Beccalossi a giudizio

«Un solo commento: non mi dispiace affatto che questo romeno ubriaco e assassino sia morto, anzi…». Così aveva scritto un anno fa su Facebook l’assessore regionale di Fratelli d’Italia in Lombardia Viviana Beccalossi, che è stata rinviata a giudizio per diffamazione. Si riferiva all’ incidente stradale del 20 agosto 2014, quando due fratellini morirono uccisi mentre erano a bordo dell’auto del padre contro la quale si era schiantata un’altra vettura guidata, appunto, da un romeno di 19 anni, morto anche lui nell’ impatto. Dagli accertamenti emerse che il 19enne che aveva provocato lo scontro non aveva fatto uso di alcol e sostanze stupefacenti. Nella contestazione, il pm ha ottenuto che venisse tolta l’ aggravante dell’odio razziale, che inizialmente era stata contestata all’assessore, denunciata dalla madre del giovane romeno morto. Il processo è stato fissato per il primo luglio 2016.

 Viviana Beccalossi: «Ho espresso una mia opinione»

«Non ho commesso alcun reato. Ho espresso un’opinione su una gravissima notizia di cronaca diffusa dai mezzi di informazione», ha commentato Viviana Beccalossi. Il legale di Beccalossi, Guido Camera, ha sostenuto che «nell’udienza preliminare sia il pubblico ministero, sia il giudice, hanno comunque già riconosciuto, prima ancora dell’ inizio del dibattimento, che non vi fossero elementi per contestare all’assessore l’aggravante della discriminazione razziale. Questo era il nostro obiettivo odierno e lo abbiamo pienamente raggiunto», ha sottolineato. «Sull’incidente – ha poi continuato l’avvocato – è stato aperto un procedimento penale e sarà compito della magistratura accertare le dinamiche ed eventuali responsabilità; probabilmente alcuni mezzi di informazione non hanno adeguatamente verificato le loro fonti».