Atene, nel giorno più lungo Merkel gela tutti: attenti a come votate…

È il giorno più lungo per Atene. Mentre si attendono le decisioni dell’Eurogruppo che si riunisce in teleconferenza per discutere il caso-Grecia, il governo greco chiede un programma di salvataggio di due anni al fondo europeo Esm, assieme a una ristrutturazione del debito. Lo riferisce l’ufficio del premier Alexis Tsipras. Il governo greco, in una breve lettera inviata al presidente dell’Eurogruppo e a quello del fondo salva-Stati Esm, chiede un «sostegno finanziario dall’Esm nella forma di un prestito per due anni, che sarà usato esclusivamente per servire gli obblighi sul debito. Unitamente al prestito, la Grecia chiede che il debito Efsf sia ristrutturato e ridefinito» in base alle indicazioni della Commissione europea per assicurare che diventi sostenibile nel lungo periodo. E fino a che questo nuovo prestito non sarà attivo, «la Grecia chiede che l’attuale programma sia esteso dall’Eurogruppo per un breve periodo di tempo per assicurare che non scatti il default tecnico». Il governo ellenico non ha però indicato alcuna condizione da rispettare per ottenere i nuovi aiuti, cancellando così ogni vincolo che è invece previsto dalla proposta dei creditori e quindi dall’attuale piano. Ma la Germania gela tutti: «Berlino non prenderà in considerazione l’ipotesi di un terzo salvataggio per la Grecia, come proposto da Atene, prima dell’esito del referendum di domenica prossima», ha infatti detto la cancelliera Angela Merkel, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa tedesca Dpa. Dalla Casa Bianca giunge un incoraggiamento: continuare a trattare per raggiungere una soluzione. È l’invito del presidente americano, Barack Obama, a tutte le parti coinvolte nella crisi greca. «Il caso Grecia non sarà uno shock importante per il sistema americano, ma potrebbe raffreddare l’economia europea. E se l’Europa non cresce è un problema anche per gli Stati Uniti», ha aggiunto. Persino il “nemico” storico della Grecia è pronta ad aiutare: la Turchia è è disposta a rafforzare la cooperazione in settori chiave come il turismo, l’energia e il commercio. Lo ha annunciato il premier turco Ahmet Davutoglu precisando che Ankara non ha alcun interesse ad assistere al suo declino. Davutoglu ha aggiunto che nei prossimi giorni sarà organizzato un incontro economico di alto livello tra rappresentanti dei due Paesi. Da parte sua il premier spagnolo Mariano Rajoy ha avvertito che se vincerà il “no” al referendum greco di domenica, Atene non avrà altra scelta che uscire dall’euro. Secondo Rajoy sarebbe «una buona cosa se il premier greco Alexis Tsipras, che ha chiamato a votare per il “no”, perdesse il referendum».

Ad Atene l’opposizione radunata in piazza per il “sì” al referendum

E in queste ore, mentre si attendono gli sviluppi dell’Eurogruppo, la campagna per il “sì” al referendum risponde all’imponente raduno di lunedì del “no”: migliaia di persone sono radunate a Syntagma, la piazza davanti al parlamento ellenico, convocate dal movimento Menoume Evropi (Restiamo in Europa), appoggiato dai conservatori di Nea Dimokratia, dai socialisti del Pasok e dal partito To Potami (filo europeo). Il presidente di Nea Dimokratia ed ex premier Antonis Samaras ha diffuso un video messaggio, rilanciato dalle tv, in cui esprime il suo appoggio alla manifestazione e invita i greci a votare “sì” domenica prossima «per la Grecia e per l’Europa». Commenti anche dall’Italia: «È giunta l’ora: per Renzi di entrare nei negoziati sulla crisi greca, da cui fino ad ora è stato clamorosamente escluso; e per il Fondo salva Stati europeo, relativamente al quale da anni ci chiediamo se ha o meno una qualche utilità, di diventare finalmente operativo». Lo dice il capogruppo di Fi alla Camera Renato Brunetta. «Lo si utilizzi, come ha chiesto il primo ministro greco, nella lettera inviata al presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, per ristrutturare il debito pubblico di Atene. Si tratta di 29 miliardi da qui al 2017, per porre fine a una questione che per troppo tempo ha angustiato la vita dei cittadini europei. Meglio salvare la Grecia subito e recuperare i soldi versati, anche dal nostro Paese, al Fondo salva Stati, piuttosto che mandare tutto all’aria: Grecia, euro, Europa. Renzi cominci a toccare palla e faccia finalmente valere il ruolo dell’Italia nell’Ue. Altrimenti le conseguenze le pagheremo tutti, e care. Renzi chiami Juncker e lo convinca ad accettare la lettera di Tsipras», ha concluso Brunetta.