Ora Ncd va in pressing sul governo: «Via l’Italicum o usciamo»

«O questa legge elettorale ci dà la possibilità di formare una coalizione o si impone una scelta. L’Italicum implica l’esistenza di due schieramenti: o la legge elettorale cambia o dovremo aprire una riflessione al nostro interno e un’interlocuzione con le forze di governo». Lo dice il coordinatore Ncd Gaetano Quagliariello commentando il voto.

Per Quagliariello «Ncd ha tenuto»

«Era importante fissare i dati. Noi possiamo parlare di tenuta rispetto alle precedenti europee, e di soddisfazione per i candidati d’area, con una dato nazionale di Ncd-Area Popolare al 4%». Ribadisce il coordinatore di Ncd. Alle europee, secondo i dati diffusi da Ncd-Ap, «la media nelle regioni era del 4,2%», insieme all’Udc. «Ora in Campania siamo al 6%, in Liguria all’1,8%, nelle Marche al 4%, in Puglia al 6%, in Toscana all’1,3%, in Umbria al 2,7%, in Veneto al 2,1%», sostiene Quagliariello incontrando la stampa nella sede di Ncd. «Alle regionali ci siamo separati dall’Udc in 3 grandi regioni: Puglia, Campania, Marche – spiega ancora Quagliariello – calcolando la proiezione nazionale dei risultati ottenuti dall’Udc in queste 3 regioni, insieme Area popolare Ncd-Udc sarebbe arrivata al 5,8%, ben al di sopra del dato delle europee».

Da Ncd un sì condizionato a Salvini

«Urge una riflessione tra le forze moderate. Forza Italia, Fitto e Tosi devono capire se vogliono finire in uno schieramento egemonizzato dalla Lega». Lo afferma il coordinatore di Ncd Gaetano Quagliariello che aggiunge «Matteo Salvini dovrà fare anche lui una scelta: se aprire un confronto con tutto il centrodestra o essere il capo di una destra estrema», aggiunge. «Salvini dice che Alfano è stato asfaltato? Quando si danno giudizi bisogna suffragarli con i dati – risponde Quagliariello -. Potrei fare delle battute anch’io. La Lega al Sud non ha sfondato, in Puglia non è arrivata al 3% e in Campania non si e’ neppure presentata, quindi i dati di Salvini sono su 6 regioni e non su 7».