Morto in gita, vergognosa gaffe: il prof parla di “buon esito” della visita

Gaffe, quando la tragica ironia si sovrappone al dolore. «Con sincera partecipazione ed entusiasmo la classe ha contribuito al buon esito della visita all‘Expo di Milano nei giorni 9 e 10 maggio»: queste le frasi poste in calce alla relazione di fine anno, scelte da un prof per riassumere il bilancio scolastico di quella maledetta gita terminata con l’inspiegabile e inaccettabile morte di Domenico Maurantonio, uno degli alunni partiti da Vicenza alla volta dell’Expo. A firmarle, il professore di Disegno e storia dell’arte, uno degli insegnanti che ha accompagnato la V E del liceo scientifico Nievo a Milano, proprio quel fine settimana in cui ha perso la vita il diciannovenne precipitato, per ragioni ancora misteriose, dal quinto piano dell’albergo che ospitava la classe.

La “gaffe” del professore di Domenico

A rivelarlo è il Corriere del Veneto che ha pubblicato alcuni estratti del documento con cui il consiglio di classe della V E, ricapitolando quanto successo nell’ultimo anno scolastico, presenta i ragazzi al prossimo esame di maturità. Una “gaffe” a dir poco imbarazzante per il professore in questione, e non certo isolata, considerando che altri esimi colleghi alle prese con il medesimo rituale burocratico, se non sono incappati nella plateale cantonata del compagno di lavoro, nel loro consuntivo hanno comunque fatto riferimento ad uno scarso rendimento nello studio di alcuni soggetti, o ad altre amenità di questo tipo riferite ad altri alunni ancora, senza che nessuno sia stato capace di fare un dovuto accenno alla tragica vicenda della scomparsa di Domenico: un fatto che ha marchiato a caratteri di sangue quella drammatica esperienza extra-scolastica. Un dramma punteggiato oggi anche da goffi tentativi di archiviare un tragico episodio a proposito del quale, se ancora non può essere detta l’ultima parola, quanto meno non andrebbe taciuto il ricordo.

Gaffe o ricordo negato?

Una morte violenta e prematura come quella di Domenico non si annulla con una passata di cancellino, con un rigo su un foglio, resettando e basta. Tanto che oggi quella menzione negata grossolanamente dal prof autore della gaffe più evidente, urla più di qualunque silenzio artificiale, ricordando suo malgrado a quel prof – che sembra averlo rimosso, o peggio ancora, essersene completamente dimenticato – che quella gita non si è conclusa con un «buon esito», ma con la morte di un ragazzo. Un ragazzo precipitato non si sa ancora come e perché dal quinto piano di un albergo. Un ragazzo partito in gita con la scuola, inconsapevole che quello sarebbe stato il suo ultimo viaggio. Un ragazzo che, sicuramente, tutto si aspettava da quella trasferta con i compagni e gli insegnanti, meno che quel volo fatale che induce a pensare a tutto, tranne che a un «buon esito»…