Morte del cineoperatore Rai Pino Anfuso: indagati 20 tra medici e infermieri

Venti tra medici e infermieri, cinque in servizio nell’ospedale San Martino di Genova e quindici in quello di Reggio Calabria, sono stati raggiunti da avviso di garanzia emesso dalla Procura reggina per omicidio colposo nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del cineoperatore della Rai Pino Anfuso. Anfuso, dopo un incidente avvenuto a Genova nei primi giorni del maggio scorso, era stato ricoverato nell’ospedale San Martino. Tornato in Calabria per la convalescenza, l’uomo aveva avuto un malore ed era stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Reggio Calabria, dove è morto, dopo tre giorni, alla fine di maggio, in seguito a un’embolia polmonare.

 Pino Anfuso, dal lutto all’esposto dei familiari

I familiari avevano presentato un esposto alla Procura della Repubblica chiedendo di accertare le cause del decesso. E molto fu il dolore di chi l’aveva conosciuto e soprattutto di chi aveva lavorato con lui: «Abbiamo appreso con senso di smarrimento e sincero dolore della prematura scomparsa del collega Pino Anfuso, cineoperatore di Rai 3 Calabria», aveva tra gli altri affermaro Filippo Diano in una nota a nome del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria. «Lo abbiamo conosciuto ed apprezzato per la sua professionalità e per i tratti signorili della sua umanità. Per questo la sua scomparsa ci appare più ingiusta e più grave. In questo momento così triste il nostro pensiero va alla sua bellissima famiglia, alla moglie Marisa Barbaro ed alle figlie ed a tutti i colleghi della sede Rai di Cosenza».