Metro C, Marino taglia i nastri e si attribuisce i meriti delle giunte passate

Aprono al pubblico sei nuove stazioni della linea C della metropolitana di Roma. Il sindaco Veltroni ha aperto tutti i cantieri, Alemanno l’ha costruita, ma Marino ora si prende da solo i meriti e si autoincensa. «Sono molto orgoglioso di questo risultato. Se avessi detto all’inizio della consiliatura – ha detto il sindaco durante l’inaugurazione con il ministro dei Trasporti Graziano Delrio – quando ho visitato i cantieri, trovato la talpa smontata, le betoniere ai Fori e le proteste, di inaugurare 18 chilometri di stazioni entro due anni nessuno ci avrebbe creduto». Parole che tradiscono la mancanza di stile del sindaco della Capitale. Ma Gianni Alemanno gli rinfresca subito la memoria: «Marino ha inaugurato sei nuove stazioni della metro C. Veltroni le ha progettate, noi le abbiamo costruite, l’unico merito di Marino: ha fatto ritardare il cantiere per almeno un anno con contenziosi inutili e perdenti. Ovvero: sempre pronto a fare lo scaricabarile su di noi quando ci sono problemi e a sfruttare il nostro lavoro quando ci sono risultati».

Metro c, aprono al pubblico sei nuove stazioni

Aprono al pubblico le sei nuove stazioni Mirti, Gardenie, Teano, Malatesta, Pigneto e Lodi.  La metro C, in servizio tutti i giorni dalle 5.30 alle 23.30, si avvicina così al centro della città spostando il capolinea dalla stazione Parco di Centocelle alla stazione di piazza Lodi, in via La Spezia nel quartiere Tuscolano. La nuova tratta è lunga 5,4 chilometri e si aggiunge a quella da Monte Compatri-Pantano a Centocelle aperta il 9 novembre del 2014. A metà 2016 sarà inaugurata invece la stazione San Giovanni, nel 2021 si punta ad aprire la fermata con vista Fori imperiali. Resta però un problema con il consorzio Metro C che non ha partecipato all’inaugurazione delle sei nuove stazioni. «Non voglio fare commenti. Credo che continueremo a lavorare. La rete metropolitana è una priorità per il governo italiano», così il sindaco ha commentato l’assenza. Il consorzio che sta costruendo la linea ha annunciato l’intenzione di citare per danni il Campidoglio lamentando arretrati per 200 milioni.