Metodo Stamina: per la Cassazione non è scientifico ed è pericoloso

La Corte di Cassazione dice di no al cosiddetto Metodo Stamina. Un no definitivo, una bocciatura totale che se da un lato toglie una speranza a centinaia di famiglie alle prese con le drammatiche vicissitudini  dei propri cari, dall’altro fa chiarezza definitiva ed elimina perciò i contraccolpi ancor più negativi di una possibile illusione. Secondo i magistrati di piazza Cavour al tipo di cura proposta da Davide Vannoni e i suoi sodali “non può annettersi alcuna validità scientifica”, sottolineando poi che sono emersi “una serie di rischi” collegati alla “attività di estrazione e re-inoculazione delle cellule staminali poste in essere fuori dalle dovute precauzioni e al di fuori delle procedure richieste dalla legge”. Motivazioni crude che sembrano porre uns ‘no’ tombale a questa ‘cura’. Con tre diverse sentenze, le cui motivazioni sono state depositate oggi, la Suprema Corte ha perciò respinto la richiesta di dissequestro dei materiali per le infusioni del metodo Stamina presso gli Spedali Civili di Brescia avanzata da Davide Vannoni, il ‘guru’ del Metodo Stamina, e dai familiari di alcuni malati che si erano sottoposti alle infusioni. Ad avviso dei supremi giudici, lo stop a questa ‘cura’ su input delle indagini della Procura di Torino si basa su considerazioni definite “puntuali e coerenti”. “L’unico protocollo presentato da Stamina Foundation non è supportato da dati scientifici; è privo di riferimenti a procedure scientifiche validate o a pubblicazioni scientifiche e in esso le metodiche non sono dettagliate”: è quanto si può leggere nella sentenza con la quale la Suprema Corte ha convalidato il sequestro del pm Raffaele Guariniello del materiale per le infusioni.”In tutta la documentazione prodotta da Vannoni, -scrivono i magistrati-, la preparazione e la caratterizzazione delle proprietà delle cellule staminali” non è “definita nè documentata adeguatamente”.