Medjugorje, presto il “verdetto” del Papa sul mistero. La cautela di Ruini

Grande attesa ha suscitato tra le schiere dei fedeli l’annuncio dato da papa Francesco al ritorno dalla sua visita a Sarajevo di un imminente decisione “ufficiale” sui fenomeni di Medjugorje, le apparizioni mariane testimoniate da sei veggenti fin dal 1981, che hanno trasformato la cittadina bosniaca in una meta di milioni di pellegrini. «Sul problema di Medjugorje papa Benedetto XVI, a suo tempo, aveva fatto una commissione presieduta dal cardinale Camillo Ruini; c’erano anche altri cardinali, teologi e specialisti lì – ha ricordato il Pontefice  – il cardinale Ruini è venuto da me e mi ha consegnato lo studio, dopo tanti anni, non so, tre-quattro anni più o meno. Hanno fatto un bel lavoro».

Medjugorie, un verdetto difficile

Difficilmente quello della Santa Sede sarà un verdetto secco, per il momento si danno soltanto alcuni orientamenti ai vescovi. Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha precisato che «in effetti non vi è stata ancora una “feria quarta” (un’apposita riunione di cardinali e vescovi della Congregazione per la Dottrina della Fede) dedicata a questo tema». Stando all’annuncio del Pontefice ci sarà comunque presto un pronunciamento dell’ex Sant’Uffizio, in base allo studio presentato dalla Commissione Ruini molto apprezzato da Bergoglio, al quale spetta la decisione finale.

La prudenza di Ruini

Il cardinale Camillo Ruini sul “mistero di Medjugorie”  non si sbilancia sulle carte consegnate al Papa parla di una proposta “complessa”. In un colloquio con il Corriere della Sera insiste sulla complessità del caso lasciando intendere che nel documento non compare un no secco e che il Vaticano si prepara a una soluzione molto prudente anche perché il fenomeno delle apparizioni sarebbe ancora in corso. Al momento, la posizione ufficiale su Medjugorje rimane quella sintetizzata nel 2007 dal cardinale Tarcisio Bertone: «Tutto è rinviato alla dichiarazione di Zara del 1991, che lascia la porta aperta a future indagini» A Zara i vescovi dell’allora Jugoslavia, scelsero la strada del “non consta” secondo la quale «non si può affermare che abbiamo a che fare con apparizioni e rivelazioni soprannaturali» ma non si esclude neanche la soprannaturalità dei fenomeni.

L’incognita del Papa

Sulle decisioni finali di Bergoglio si accavallano le indiscrezioni già si accavallano. Un blog come Il Sismografo, molto vicino al Vaticano, scrive che «la decisione conclusiva non riconoscerà la natura soprannaturale delle cosiddette apparizioni private di Medjugorje. In altre parole il discernimento sulla veridicità dei fatti non ha superato la verifica ecclesiastica». Per ora, dunque, sembrerebbe plausibile un verdetto negativo. Vista la sensibilità di papa Bergoglio, però, anche in mancanza di una accettazione definitiva sotto il profilo della dottrina, la Chiesa  farà il possibile per non disconoscere quanto Medjugorje significhi in termini di devozione popolare.