Maturità, le tracce (con troppa Resistenza) non danno filo da torcere

Temi per tutti i gusti, dicono gli studenti, che hanno giudicato tutto sommato “facile” la prima prova di italiano. Niente a che vedere con la maturità di due anni fa quando i maturandi si trovarono dinanzi il testo di uno (per loro) sconosciuto Claudio Magris. In molti hanno scelto Malala e la sua frase sull’istruzione come potente arma di riscatto: “Prendiamo in mano i nostri libri e le nostre penne. Sono le nostre armi più potenti. Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo”. Stessa traccia che avrebbe scelto, come ha riferito su Twitter, anche il ministro Stefania Giannini.

Svista del Miur su Matisse: didascalia errata per il quadro “La lettrice in bianco e  giallo”

Apprezzata anche la traccia sulla letteratura come esperienza di vita, anche se tra i documenti allegati il Miur ha sbagliato la didascalia all’opera di Matisse “La lettrice in bianco e giallo” che è diventata “La lettrice in viola”, con data errata.  Poco entusiasmo per il tema sulla Resistenza: i ragazzi si aspettavano semmai una riflessione sulla Prima guerra mondiale, ma il conformismo resistenziale ha indotto il ministero ha scegliere anche per l’analisi del testo un romanzo di Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno, scritto nel 1947 e ambientato in un paesino della Liguria durante la Resistenza. Il brano parla della maturazione del protagonista, Pin, un ragazzino di dieci anni che passa drammaticamente dal mondo dell’infanzia a quello della maturità. Tuttavia il riferimento allo stesso argomento, la Resistenza, in ben due tracce tra quelle proposte non può certo essere casuale né è passato inosservato. E come sempre proprio il tema storico è stato quello meno prediletto dagli studenti. Era attesa anche la traccia sul Mediterraneo atlante geopolitico d’Europa e dunque relativo all’emergenza immigrazione mentre risulta ormai scontata la traccia sulla tecnologia e l’informatica che hanno cambiato la vita dei contemporanei: un tema proposto ormai in modo ricorrente a partire dal 2000 quando la traccia proposta fu “Da Gutenberg al libro elettronico: modi e strumenti della comunicazione”.