Maroni contro Alfano: lo sbarco degli immigrati al Nord è una ritorsione

«L’invio nelle Regioni del Nord di nuovi immigrati richiedenti asilo sembra una sorta di ritorsione contro il Nord da parte di un governo incapace di risolvere la situazione». Parola del governatore della Lombardia, Roberto Maroni, che non molla il braccio di ferro a distanza  con Matteo Renzi, incapace di farsi sentire al tavolo europeo sulla distribuzione degli immigrati (slitta a settembre il  piano per il ricollocamento dei migrant itra i paesi dell’Ue), e con il ministro dell’Interno Angelino Alfano che di fronte alla nuova ondata di migranti dalla Libia ha ipotizzato l’utilizzo di due caserme al Nord (in Lombardia e Veneto) per la prima accoglienza.

Maroni: l’Ue ci sbeffeggia

«È la cosa più sbagliata – spiega Maroni nel corso della Telefonata su Canale 5 – perché aumenta tensioni e conflitti sociali, non risolve il problema ma, al contrario, lo aumenta. Sul banco degli imputati l’Unione europea e la scarsa credibilità dell’Italia, eterno fanalino di coda. Secondo l’ex ministro dell’Interno il governo Renzi «viene costantemente sbeffeggiato dalle istituzioni europee. L’Ue si rifiuta persino di discutere le proposte del nostro governo, rimandando addirittura la decisione sul riparto dei richiedenti asilo. Io andrei a Bruxelles a picchiare i pugni sul tavolo, invece a Roma preferiscono prendersela con il presidente della Regione Lombardia».

Alfano contro la Lega

Il ministro dell’Interno, in evidente affanno, rovescia l’argomento. «Sto facendo esattamente quello che ha fatto Maroni, sto chiedendo ai prefetti quello che ha chiesto lui, ed è ingiusto e inaccettabile che la Lega trasformi in odio per il Sud una questione globale». Dai microfoni di Radio Anch’io, torna sulla polemica con i leghisti, «è la stessa scena che ci vede vittime nei confronti dei paesi del Nord Europa. Ed è assurdo che mentre diciamo loro che è inaccettabile una distribuzione ingiusta tra Nord e Sud Europa la stessa scena si verifica in Italia. Non è equo che la Sicilia, che sopporta questa piaga degli sbarchi, deve sopportare anche il 20% dell’accoglienza».