Marò, ancora un rinvio. Gasparri: «Dal governo solo buchi nell’acqua»

Marò, ancora un rinvio: l’ennesimo. La Corte Suprema indiana ha nuovamente rivisto il calendario della ripresa fra una settimana delle udienze dopo la sosta estiva, spostando dal 7 al 14 luglio quella riguardante la vicenda dei Fucilieri di Marina italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Una notizia emersa dal portale della stessa Corte a New Delhi che getta ancora una volta nello sconforto i due militari, le loro famiglie, e tutti gli italiani che in questa causa continuano a credere, non esitando a mobilitarsi. Se confermata, la data dell’udienza fissata ad oggi cade alla vigilia della scadenza (15 luglio) dell’ultimo permesso concesso a Latorre per seguire la sua terapia riabilitativa in Italia dopo l’ischemia che lo ha colpito durante la sua detenzione in India.

Marò, il ricorso italiano

Dunque, ancora uno slittamento. E mentre le date si alternano, gli appuntamenti si avvicendano, la trattiva diplomatica tra Italia e India ristagna, la proposta di un arbitrato internazionale o di una qualunque soluzione risolutiva tardano – all’infinito – a chiudere il caso che da ormai tre anni tinen e in sospeso le sorti e le vite familiari e proifessionali dei nostri due sventurati Marò. venendo peraltro nei dettagli di questa interminabile fase processuale che di anno in anno ha rimesso in discussione capo d’accusa, giurisdizione del caso ed eventuali applicazioni del codice, l”utilizzo degli agenti della polizia investigativa è contestato dalla difesa dal momento che – come riassume brevemente tra gli altri anche il Tgcom – è stata decisa l’esclusione dal processo della legge per la repressione della pirateria marittima (Sua Act). Resta poi in calendario, almeno per il momento, fissata per il primo luglio, la convocazione processuale voluta da un «giudice speciale» di un tribunale di Patiala House che dovrebbe celebrare il processo a Latorre e Girone.  Tutte le precedenti udienze sono state rinviate per un’ordinanza della Corte Suprema che deve prima deliberare sul ricorso italiano.

Gasparri: «È il momento della chiarezza»

Una situazione che si trascina dal febbraio del 2012 e a proposito della quale – rileva il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri – « il governo ha tardivamente deciso di ricorrere all’arbitrato internazionale. Una decisione che poteva essere presa da tempo e che è stata differita nell’illusione che delle missioni “segrete”, ma rivelate dai giornali, del sottosegretario ai Servizi Minniti in India potessero risolvere la vicenda. Il governo ha fatto solo buchi nell’acqua», ha quindi aggiunto l’esponente azzurro, chiedendo in calce alle sue recriminazioni una «audizione di tutte le autorità coinvolte in Parlamento». Secondo il parlamentare, infatti, ora più che mai servono «parole chiare, senza finti 007 e ministri che abbandonano i militari al loro destino. «Tra pochi giorni – ricorda infatti Gasparri – Latorre dovrebbe tornare in India. La dignità italiana è stata calpestata. Il ministro Pinotti è stata esautorata e delegittimata, come Gentiloni, dalle fallite sortite di Palazzo Chigi. Il parlamento è stato ignorato. E il ministro della Difesa invece di dare corrette e trasparenti informazioni ha affidato a rispettabili, ma marginali collaboratori, il compito di fare parziali annunci con modalità inopportune. È il momento della chiarezza», conclude laconico il senatore di forza Italia, sperando che alemno questo appello non finisca nel vuoto…