Marò, il governo italiano chiede l’arbitrato internazionale. Era ora

L’Italia ha attivato l’arbitrato internazionale sui marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, «nel quadro della Convenzione delle Nazioni unite sul Diritto del Mare». Lo fa sapere la Farnesina attraverso una nota ufficiale. «La decisione, che il Parlamento aveva sollecitato, è stata presa a conclusione della necessaria fase negoziale diretta con l’India e di fronte alla impossibilità di pervenire a una soluzione della controversia. L’Italia chiederà immediatamente l’applicazione di misure che consentano la permanenza di Latorre in Italia e il rientro in Patria di Girone nelle more dell’iter della procedura arbitrale. Da parte italiana, vi sarà un impegno a tutto campo per far valere con la massima determinazione le ragioni a fondamento della nota posizione italiana sulla giurisdizione e sull’immunità. Obiettivo è la conclusione positiva della vicenda, protrattasi sin troppo a lungo, dei nostri due Marò ai quali il governo rinnova la sua vicinanza». Il governo, conclude la nota, «nelle ore precedenti l’attivazione dell’arbitrato ha informato della decisione i presidenti delle Commissioni Esteri e Difesa del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati».

Marò: la Corte indiana prende tempo

Nelle stesse ore la Corte Suprema di New Delhi ha fatto slittare una sua decisione sui due marò, rinviando l’udienza dal 7 al 14 luglio. La data cadrà alla vigilia della scadenza dell’ultimo permesso concesso a Latorre per seguire la sua terapia riabilitativa in Italia. I giudici del massimo tribunale indiano devono esaminare il ricorso italiano riguardante la giurisdizione della vicenda e l’impiego della polizia investigativa indiana nel processo che riguarda i due fucilieri. L’utilizzo degli agenti della polizia investigativa è contestato dalla difesa dal momento che è stata decisa l’esclusione della legge per la repressione della pirateria marittima (Sua Act). Rimane per ora in calendario per mercoledì primo luglio, invece, l’udienza fissata da un “giudice speciale” di un tribunale di Patiala House che dovrebbe celebrare il processo a Latorre e Girone.  Tutte le precedenti udienze sono state rinviate per un’ordinanza della Corte Suprema che deve prima deliberare sul ricorso italiano.