Marino va al Gay Pride: è l’unico luogo dove non prende fischi

«Non cambiamo argomento, perché oggi festeggiamo quello che abbiamo realizzato. A Roma l’amore conta». Così, nel corso del Gay Pride, il sindaco di Roma Ignazio Marino ha risposto a chi gli chiedeva un commento sull’arrivo del prefetto Gabrielli per il Giubileo che, di fatto, lo ha commissariato. Vietate domande sull’emergenza profughi, su Mafia capitale, sui traffici del Pd romano con Salvatore Buzzi, né tantomeno sulla decisione del governo Renzi di commissariarlo in vista del Giubileo.

Gay pride: Marino fiero delle nozze gay

«Oggi è un giorno importantissimo per Roma. Rispetto all’anno scorso siamo qua per festeggiare», ha detto Marino, nel corso del Roma Pride, formula ipocrita che sostituisce l’ormai stantio Gay Pride. L’orgoglio omosessuale, trasformato in orgoglio romano, con una piena identificazione della città con lo stile di vita omosessuale. Così Marino ha sproloquiato da par suo, all’insegna del “Basta che c’è l’amore”: «Roma, la nostra capitale, la città dell’accoglienza, la città che crede nell’amore – ha aggiunto – ha fatto delle promesse alla comunità rappresentata qui oggi pomeriggio e le ha mantenute tutte. Abbiamo fatto la nostra parte e oggi è un giorno di festa. A Roma l’amore conta e Roma mantiene le sue promesse». A chi gli chiedeva dell’iter parlamentare sulle unioni civili, Marino ha risposto: «È evidente che il sindaco fa il sindaco e il parlamento fa il parlamento. Noi abbiamo utilizzato tutti i poteri che la città aveva e lo abbiano fatto con grande determinazione e unità. Questa non è una sfida ma semplicemente riconoscere che tutti, proprio tutti, devono avere gli stessi diritti». Alla manifestazione, dove secondo gli organizzatori hanno partecipato 250 mila persone, c’era una qualificata rappresentanza del Partito democratico. A cominciare dal presidente del partito, Matteo Orfini: «È bello vedere che la gente ha risposto con grande partecipazione, ed è giusto che il Pd, il sindaco e l’amministrazione siano qui in piazza. È una bellissima giornata». Orfini lo dice nelle ore in cui viene allestito, proprio a Roma, un enorme campo profughi e dagli interrogatori di Buzzi la giunta di centrosinistra esce sempre più compromessa. Bellisima giornata per chi?