Marine Le Pen: «Ecco chi ha dato soldi ai terroristi islamici, abbiamo le prove»

È  guerra tra il Front National e gli emiri del Qatar, con accuse durissime: «Dimostreremo che hanno finanziato i fondamentalisti islamici», avverte Marine Le Pen, difendendo il suo braccio destro, Florian Philippot, denunciato per diffamazione dagli avvocati della piccola monarchia sunnita. Un fatto rarissimo. Motivo? Philippot, dopo l’attacco a Charlie Hebdo, ha sostenuto che l’emirato paga «l’islamismo che uccide».

Marine Le Pen incalza: «Ci sono decine di rapporti che…»

A Doha quell’uscita proprio non è piaciuta. Così, anche se la stessa Marine Le Pen la va ripetendo da anni, ha deciso nei giorni scorsi di lanciare un primo avvertimento, querelando solo il giovane vice. «Trovo che questa denuncia sia incredibile, credo sia la prima volta che un Paese sporge denuncia contro un parlamentare, ma meglio così, faremo il processo al Qatar, useremo questo processo per dimostrare che si tratta di una potenza che ha finanziato i fondamentalisti islamici», ha attaccato Marine Le Pen, intervistata da I-Télé. Quanto alle prove, ha aggiunto la leader del Fn, «le riserviamo alla giustizia. Ci sono decine di rapporti, in particolare, dei servizi segreti francesi (…) che spiegano come il Qatar abbia finanziato, e forse continui a finanziare gli integralisti in tutto il mondo. E in ogni Paese serio gli 007 lo sanno bene». «Dai, avanti! Denunciate anche me», ha insistito la Le Pen. «Del resto mi sorprende che il Qatar abbia scelto di querelare Philippot e non direttamente la sottoscritta. Faremo venire decine di testimoni per dimostrare i comportamenti di questo Paese».

La replica del Qatar non convince il Fn

In una nota diffusa lunedì, Doha, che intrattiene strette relazioni diplomatiche e commerciali con Parigi, ha tenuto a ribadire la sua ferma condanna del terrorismo. «Nelle ore immediatamente successive agli attacchi terroristici di gennaio a Parigi – recita il comunicato dal Golfo Persico – il Qatar ha denunciato quegli atti nei termini più duri, affermando il sostegno alla Francia e la solidarietà alle vittime. E continuiamo a farlo ancora oggi”», assicurano gli emiri. Ma il Fronte non demorde. Anzi, insiste. In un tweet, Philippot parte alla carica contro la “fatwa” pronunciata da quella che bolla come una “dittatura islamista”. Di più. Dice di sentirsi oggetto di «crescenti minacce» e chiede una «protezione di polizia». Ma il ministero dell’Interno risponde picche. «Nessuna minaccia reale nei suoi confronti», sentenziano gli esperti antiterrorismo.