Mafia Capitale: ecco dove e come la cricca gestiva i campi rom

“Tutto era discusso nel corso di cene. I ristoranti erano il luogo preferito di Massimo Carminati. Al “Casalone” oppure “DarBruttone”, passando per “SoraPia”, fino a il “Casale”, i ristoranti “Garibaldi” e “II Pescatore ” a Ostia: il boss di Mafia Capitale stringeva accordi in diversi ristoranti di Roma e provincia, sperando di sfuggire alle intercettazioni disposte dalla Procura della Repubblica. E’ quanto si legge su “Il Tempo”.

Ristoranti e bar: erano le sedi di “Mafia Capitale”

Ma i controlli dei carabinieri del Ros Lazio sono stati serrati. E così, tra una cena con il medico Angelo Scozzafava – ex funzionario pubblico infedele che aveva piegato la sua funzione al clan – e una con Emilio Gammuto, sodale dell’organizzazione, l’ex estremista di destra incontra alcuni trafficanti di droga. In particolare, la cena è al ristorante “Casalone”. Lo racconta il collaboratore di giustizia Roberto Grilli, il quale ha fornito chiarimenti in merito alla funzione del boss in qualità di intermediario «nell’organizzazione e nell’effettuazione, nell’estate del 2011, dell’importazione di 503 chilogrammi di cocaina dal Sudamerica con l’imbarcazione denominata “Kololo li”».

Tutto alla luce del sole: era la forza di “Mafia Capitale”

Con il consigliere regionale Luca Gramazio e il padre, il senatore Domenico Gramazio, Carminati si sarebbe invece incontrato al ristorante “Dar Bruttone”. Stando ai riscontri investigativi, «veniva confermato l’interessamento del Carminati alla nomina di Giovanni Quarzo alla Commissione Trasparenza del Comune di Roma («mo tè sto a guarda sta cosa per la… commissione trasparenza»)».

Mafia Capitale lucrava anche sul campo rom di Castel Romano

Poi ci sono due cene da ” Sora Pia “, dove s’incontrano il «braccio imprenditoriale» del clan Salvatore Buzzi, Scozzafava e Claudio Caldarelli. Il convivio si svolge a pochi giorni dall’apertura delle buste per l’appalto regionale del Recup, in cui Scozzafava risulta essere componente della commissione aggiudicatrice. Nella lista non mancano altri luo ghi, come i bar. È il caso del “Vigna Stelluti”, «base logistica dell’organizzazione», si legge nelle carte degli inquirenti. Ma anche lo “Shangri La”, dove Carminati incontra assieme a Fabrizio Testa (che curava i rapporti con la politica), Luca Gramazio. Secondo quanto scrivono gli investigatori «tale incontro era stato sollecitato da Buzzi affinchè Carminati a sua volta intervenisse su Gramazio Luca per questioni che erano da porre in relazione alle ulteriori vicende inerenti il campo nomadi di Castel Romano», su cui c’erano gli interessi illeciti dell’organizzazione mafiosa.