Mafia Capitale: ecco le telefonate dello staff di Marino con Buzzi

11 Giu 2015 9:00 - di Redazione

“Il Ros registra Lotti, braccio destro di Renzi, che parla con Odevaine di affari all’estero. Insomma una bufera che non risparmia nessuno e continua ad allargarsi giorno dopo giorno. Il Sindaco? Non si dimette, resta al posto, nonostante la sommossa e lo sdegno popolare”, si legge su “Il Tempo”.

C’è anche il braccio destro di Renzi nelle intercettazioni di Mafia Capitale

Ogni giorno che passa si fa sempre più bruciata la terra attorno a Ignazio Marino e al Pd romano. Nelle carte spuntano diversi personaggi molto vicini al sindaco della Capitale: suoi collaboratori, assessori, capigruppo e consiglieri. 110 milioni di euro da «destinare al sociale», che il gruppo francese Leroy Merlin aveva dato al Comune di Roma in seguito alle concessioni per un centro commerciale, erano un piatto troppo ghiotto. Salvatore Buzzi, attraverso l’intercessione di Lionello Cosentino, ex segretario regionale del Pd, fa arrivare sulla scrivania di Ignazio Marino un progetto per ampliare il campo rom de La Barbuta. «Gli è piaciuta moltissimo, proprio tanto, tanto», precisa Silva Decina, capo segreteria del primo cittadino.

Mafia Capitale: l’inchiesta investe lo staff personale di Marino

Nella successiva conversazione, Buzzi parla con Cosentino che «assicura che avrebbe interessato il sindaco Marino». Nei giorni successivi i contatti sono con la segreteria personale di Marino. Il capo dell’ufficio, Silvia Decina, chiama Buzzi: «Salvatore ciao, sono Silvia Decina, il capo segreteria di Ignazio Marino…sulla questione Leroy Merlin adesso Ignazio l’ha vista e sta facendo convocare una riunione di staff…Ha chiesto (Marino, ndr) che la seguissimo noi qui direttamente dal gabinetto, perché se inizia a passare per tutti gli assessorati non ne usciamo vivi…». Il progetto, però, si blocca con la prima ondata di arresti di novembre scorso.

Ormai Mafia Capitale rischia di travolgere anche SEL

Buzzi fa il nome del vicesindaco di Sel, Luigi Nieri, non indagato, quando parla di finanziamenti «in chiaro» per la campagna elettorale: «Noi sostenevamo attraverso i contributi diretti alcuni candidati e altri invece li abbiamo sostenuti attraverso la campagna elettorale diretta (…) e poi gli altri abbiamo fatto, i famosi cavalli (…) Ozzimo, Coratti, Nieri e la Pastore». C’è anche il filone legato alla 29 Giugno: il consigliere comunale Annamaria Cesaretti, sempre di Sei, al telefono con Buzzi racconta che «mentre gli dicevo questa cosa, se mi aiutava a fare crescere la cooperativa mi chiedeva “ma mi puoi assume’ questo?, gli ho detto “a Luì, ma uno come fa ad assume se tu non crei lavoro, non crei occupazione».

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