Mafia Capitale, Napoli (FI): i romani per protesta non paghino la Tasi

“L’inferno corruttivo emerso con la vicenda Mafia Capitale rimanda a un copione ampiamente conosciuto: si saccheggiano le risorse pubbliche, cioè i soldi che i contribuenti girano a Stato, Regioni e Comuni pagando le tasse sui redditi e i tributi per i servizi erogati a livello locale. La corruzione si nutre dei soldi che lo Stato preleva dalle nostre tasche. Più soldi preleva e maggiori sono le risorse a disposizione di corrotti e corruttori”. Lo afferma Osvaldo Napoli di Forza Italia sottolineando che “contro la corruzione e dalla capacità di ridimensionarla drasticamente si misura la qualità di un ceto politico”.

Napoli: c’è il diritto dei cittadini all’autodifesa

“Non ho mai creduto – prosegue – che l’inasprimento delle pene sia una risposta di una qualche efficacia. Al primo punto deve esserci il ridimensionamento della mano pubblica nella gestione dei servizi. Più lo Stato si ritira dalle attività di gestione più si riducono le occasioni di corruzione. Ma i cittadini, quelli che pagano le tasse, come possono difendersi? Nel modo più semplice: per esempio, a Roma non pagando le rata Tasi di giugno, con la riserva di pagarla quando ci sarà stata una sentenza del Tribunale e quando il Comune sarà rientrato in tutto o in parte delle somme saccheggiate dal pubblico erario. Non voglio istigare a rivolte fiscali – spiega -, ma in assenza di risposte credibili della politica, bisogna riconoscere ai cittadini il diritto all’autodifesa. Diversamente, la politica dovrà mettere in conto affluenze alle urne al limite del collasso democratico”, conclude.

Tasi, con la prima rata i Comuni incasseranno 2,3 mld

Come ha calcolato la Cgia saranno circa 2,3 miliardi di euro, di cui 1,6 relativi alla prima abitazione, quello che incasseranno i Comuni con la scadenza della prima rata della Tasi prevista per il 16 giugno.