Mafia capitale, Buzzi al telefono: «La mucca deve mangiare per essere munta»

«La mucca deve mangiare per essere munta». Lo diceva il ràs delle coop sociali Salvatore Buzzi (nella foto col sindaco Marino ndr) in una telefonata intercettata con Franco Figurelli, componente della segreteria dell’ex presidente dell’Assemblea Capitolina Mirko Coratti (Pd), entrambi per i pm a libro paga di Mafia Capitale, secondo quanto svelato dall’inchiesta che ha portato alla seconda ondata di arresti. Buzzi: «Ahò, ma scusa, la sai la metafora? La mucca deve mangiare». Figurelli: «Aho ma questa metafora io gliela dico sempre al mio amico, mi dice: “Non mi rompere il ca.. perché se questa è la metafora lui ha già fatto, per cui non mi rompere”». Buzzi: «Aho, però diglielo: “Guarda che ha detto Buzzi che qui la mucca l’amo munta tanto». Figurelli: «Allora, ieri me c’ha mannato aff… per avè detto sta cosa, tu non hai capito, me c’ha mannato aff…, dice: “Non ti può rispondere così l’amico Salvatore perché noi già fatto”». Secondo il Ros dei carabinieri Buzzi avrebbe tra le altre cose assunto nelle sue cooperative una ragazza segnalata da Coratti, comunicando l’arrivo della giovane all’ndranghetista Rocco Rotolo, anch’egli inserito nelle coop.

Gli affari di Buzzi e Carminati

Il clan di Carminati e Buzzi avrebbe garantito mille euro al mese e un posto di lavoro per un conoscente al consigliere comunale Massimo Caprari del Centro democratico, della maggioranza del sindaco Ignazio Marino. È quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare emessa a suo carico dal gip Flavia Costantini. Il consigliere, in cambio, avrebbe assicurato all’organizzazione “il suo voto favorevole al riconoscimento del debito fuori bilancio per l’anno 2014”. In un colloquio intercettato tra Buzzi e il vicepresidente della cooperativa “La Cascina”, Francesco Ferrara, il braccio destro di Carminati afferma: «Te l’ho detto, Caprari è venuto da me: voleva tre posti di lavoro». Buzzi, scrive il gip nel provvedimento, riferiva a Ferrara che, per accogliere le sue richieste, Caprari si era rivolto a lui chiedendogli in cambio l’assunzione di tre persone, che poi era stata ridotta a una sola al che il rappresentante de La Cascina replicava dicendo che un posto di lavoro equivaleva a circa 30.000 euro l’anno. Concluso l’accordo e assunta la persona indicata da Caprari, lo stesso Buzzi, intercettato, avrebbe poi commentato “quello di Caprari l’ho preso per tre mesi, in tre mesi la mucca deve mangiare in tre mesi”.