Londra, la polizia lancia l’allarme: c’è il rischio di una nuova strage

Alta tensione a Londra. La polizia britannica dopo l’attentato in Tunisia lancia un allarme: aumenta il rischio che venga compiuta una strage come quella all’hotel Riu Imperial Marhaba di Sousse anche nel Regno Unito. Secondo la National Crime Agency, c’è una «minaccia crescente» che nel Paese, dove le armi da fuoco sono molto controllate e poco diffuse, vengano introdotte illegalmente le piccole pistole mitragliatrici Skorpion di produzione ceca, in grado di compiere un massacro in un luogo affollato.

A Londra aumentano gli agenti per proteggere i luoghi pubblici

Secondo il Times, contro la crescente minaccia terroristica Scotland Yard sta aumentando la presenza dei suoi agenti per proteggere i luoghi pubblici, in particolare a Londra. Anche se non c’è un bilancio definitivo delle vittime britanniche, quello in Tunisia è diventato il secondo attacco più sanguinoso per il Regno Unito dopo la strage di Londra del 7 luglio 2005, in cui persero la vita 56 persone (inclusi i quattro kamikaze), e di cui la prossima settimana ricorre il decimo anniversario. Intanto circa 400 agenti della Met Police sono stati dislocati negli aeroporti britannici per raccogliere informazioni dai turisti di ritorno da Sousse e 16 fra detective ed esperti della polizia scientifica sono andati in Tunisia per offrire la loro collaborazione alle indagini.

 Cresce il numero degli immigrati in Gran Bretagna

Intanto, la popolazione britannica continua a salire. Secondo i dati dell’Ufficio nazionale di statistica (Ons) c’è stato un aumento di 491mila persone nel 2013-14, per oltre metà dovuto alla crescita dell’immigrazione netta, pari a 259 mila unità. Si contano nel Regno Unito 64,6 milioni di abitanti. L’Ons ha sottolineato come un quarto dei nuovi nati abbiano madri originarie di Paesi stranieri. I dati metteranno sicuramente, secondo alcuni osservatori, nuove pressioni a Londra sul governo di David Cameron che ha promesso una riduzione dell’immigrazione netta al di sotto delle 100mila unità l’anno.