l’Italia accetta la sfida francese ed esporta più vino

Una vecchia battaglia, una vecchia sfida che non smette di riaccendersi, specie dopo le ultime parole del premier Renzi: “”Il vino italiano è oggettivamente superiore a quello francese, eppure abbiamo porzioni di mercato molto più basse rispetto alle nostre potenzialità”. Oggia la sfida è globale, ed è soprattutto sulle esportazioni che si gioca il futuro del nostro vino, che è anche identità nazionale e ancor più territoriale. “Il mondo del vino si ritrova da oggi a giovedì al Vinexpo dove 2.350 espositori di 42 Paesi si contendono un mercato mondiale da 32 miliardi di bottiglie, un quarto delle quali esportate. A Bordeaux la Francia sottolinea il suo primato di primo paese esportatore al mondo come valore delle bottìglie: 7,6 miliardi di euro ( è la seconda voce dell’export transalpino dopo l’industria aeronautica). Anche per questo ci sarà oggi per la prima volta un presidente della Repubblica a inaugurare il salone giunto alla diciottesima dizione. Hollande celebrerà anche la civiltà enologica come elemento di pace tra i popoli contro ogni fondamentalismo in vista di inaugurare la grande città del vino che aprirà a Bordeaux nel 2016″, si legge su “La Stampa”.

Ben 42 i Paesi che si contendono un mercato mondiale da 32 miliardi di bottiglie

L’Italia è schierata in forze: accetta la sfida e batte la Francia come numero di bottiglie esportate anche se di valore mediamente più basso, superando comunque nel 2014 i 5,1 miliardi di euro con una crescita del 1,4%. I piemontesi rappresentano un quinto dell’intero export italiano in prima fila con veneti e toscani.

Piemontesi, poi veneti e toscani: l’export italiano è del Nord

Sullo scenario mondiale, oltre ai collaudati primi attori come Francia, Italia e Spagna, sono presenti non solo da comprimari realtà come Australia, Nuova Zelanda, Cile, Sud Africa, senza dimenticare gli Stati Uniti divenuti il primo mercato di consumo e la Ciña m crescita impetuosa. A Bordeaux non mancano le curiosità come una azienda di vini siriani altri marocchini e tunisini e del Madagascar che segna la nuova frontiera del vino africano.