La biografia di Ezio M. Gray. Il Duce lo chiamava la “suocera del fascismo”

Ezio Maria Gray: un Italiano fedele alla Patria di Valerio Zinetti (edito dalle Edizioni Ritter di Milano in collaborazione con l’Associazione Memento e il Centro Studi Ezio Maria Gray), in libreria dalla fine di maggio, approfondisce una figura nota nel mondo della destra a quasi cinquant’anni dalla morte del patriota novarese (la prefazione è di Primo Siena).

Fu socialista e nazionalista

Novarese, classe 1884, già in gioventù è appassionato di letteratura e giornalismo politico e vicino al socialismo, visto più come atto di ribellione verso l’Italia borghese e liberale che come ortodossia ideologica. Nel 1910 aderente all’Associazione Nazionalista Italiana, poi volontario nella guerra libica e nella Grande Guerra (ricevendo due decorazioni al valore militare), fu tra i fondatori del Fascio di Novara nel 1920, assieme ad Alfredo Rocco e Luigi Federzoni diventa uno dei fautori della confluenza del nazionalismo nei ranghi del Fascismo, partecipando alla Marcia su Roma, e sarà il primo ad abbracciare Mussolini al suo arrivo prima di ricevere l’incarico a formare il nuovo governo.

Attivo durante il fascismo in ambito culturale

Durante il ventennio fu attivo nell’ambito culturale: non si contano le sue pubblicazioni (saggistica politica e storica). Titoli d’impatto come “Credenti nella Patria” (1934), “L’Italia ha sempre ragione” (1938), “Il Fascismo e l’Europa” (1942). Mussolini lo chiamava “la suocera del fascismo”, perché quando le cose non andavano, Gray batteva i pugni sul tavolo e non guardava in faccia a nessuno. Tanti libri scritti, ma anche tantissimi libri donati: trentamila solo alla biblioteca di Novara (di cui fu presidente negli anni ’30). Dopo l’8 settembre aderì alla Repubblica Sociale Italiana e in questo periodo fu direttore della “Gazzetta del Popolo” di Torino, succedendo al suo amico Ather Capelli. Presentatosi spontaneamente alla prefettura di Como, dopo la guerra verrà processato e condannato a vent’anni di reclusione, ma ­ per espresso dettame dell’accusa ­ furono esclusi a suo carico i reati di sangue e contro il patrimonio. Tra i fondatori del Movimento Sociale Italiano nel 1946, sarà eletto per ben due volte parlamentare e fonderà nel 1949 il settimanale “Il Nazionale”, durato fino alla sua morte avvenuta a Roma nel 1969. Una pubblicistica nella quale il trinomio Romanità­-Nazione-­ Cattolicesimo offre spunti di riflessione su tematiche di grandissima attualità: dall’unità continentale europea alla politica internazionale, dalla crisi spirituale del mondo moderno alla critica al modello americano. Un pensiero politico che deve tornare ad essere considerato dalla storiografia come corrente culturale degna di approfondimento, nonostante la città natale di Gray, Novara, sembra avere dimenticato questo personaggio.

Il suo motto: “Con la Nazione sempre, contro la Nazione mai”

Una vita riassunta dal motto “Con la Nazione sempre, contro la Nazione mai”. La costante di Gray è la difesa dell’Italia, non solo nei suoi confini geografici, ma anche e soprattutto della lingua, della cultura, dell’eredità spirituale derivante dalla Romanità e dal Cattolicesimo. Una cultura politica che in un’epoca in cui il senso di Patria sembra cedere il passo alle spinte del mercato globale e delle negazione di ogni identità, può restituire consapevolezza alla comunità nazionale. (Per acquistare il libro scrivere a info@ritteredizioni.com)