Il Jobs “pac” si fa sentire: il lavoro cala ancora nella grande industria

Non ditelo a Renzi ma il lavoro in Italia non aumenta, anzi, arretra ancora. Perfino in quelle grandi industrie nelle quali si sperava che il Jobs Act avrebbe sortito un effetto di “trascinamento” sulle assunzioni che invece, a parte qualche timido segnale, non si sono viste. Calano i posti di lavoro occupati da lavoratori dipendenti nelle imprese nel primo trimestre: diminuiscono dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’Istat inizia a diffondere, tra gli Indicatori del lavoro nelle imprese, anche il “numero delle posizioni lavorative dipendenti”. Nel complesso dell’industria e dei servizi, il monte ore lavorate diminuisce dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e rimane invariato nel confronto con il primo trimestre del 2014. L’incidenza delle ore di Cig utilizzate è di 21,8 ore ogni mille ore lavorate, con una riduzione di 11,7 ore rispetto allo stesso trimestre del 2014. I posti vacanti sono invece in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al primo trimestre 2014 fino a una quota dello 0,7%. L’indice destagionalizzato del costo di lavoro per unità di lavoro equivalente a tempo pieno (Ula) nel primo trimestre 2015 registra un incremento congiunturale dello 0,4% (0,6% per le retribuzioni e 0,3% per gli oneri). La crescita tendenziale del costo del lavoro è dell’1,4% (1,5% per le retribuzioni e 1,1% per gli oneri).

Lavoro, l’Istat si contraddice

Sulla base di questi dati, non è immediatamente comprensibile quel commento dell’Istat che, a margine del rapporto, dichiara di vedere “segnali di ripresa dell’occupazione” seguiti al Jobs act e agli altri interventi del governo sul lavoro. I dati sulle forze di lavoro, si legge nel focus “Le tendenze recenti dell’occupazione”, ”sembrano indicare un primo aggiustamento della domanda (e dell’offerta) di lavoro al nuovo quadro dei costi e di impiego del lavoro, conseguente ai recenti provvedimenti normativi, in un contesto di ripresa dei livelli complessivi di attività economica”. Sarà, ma il segno resta sempre negativo.