Isis, i curdi strappano ai jihadisti il valico al confine con la Turchia

L’Isis accusa il colpo della controffensiva curda: le forze dell’Ypg e gruppi di ribelli siriani hanno strappato ai jihadisti agli ordini del Califfato il controllo del valico di confine con la Turchia a Tel Abyad, a nord di Raqqa. La conferma è arrivata dall’ong, l’ Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus). Tal Abyad era un punto di passaggio strategico per i rifornimenti allo Stato islamico. I combattimenti degli ultimi giorni e i bombardamenti della Coalizione internazionale a guida americana, hanno costretto migliaia di abitanti della regione a cercare di raggiungere la Turchia per mettersi in salvo.

Isis, i jihadisti perdono Tel Abyad

La città strategica di Tel Abyad nel nord della Siria, nelle mani dell’Isis dal gennaio 2014, è «ora sotto il pieno controllo delle milizie curde» dell’Ypg. Lo sostiene il portavoce dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abdel Rahman, che ha anche dichiarato: «Dall’alba non è stato sparato nemmeno un colpo». Entrati a Tel Abyad nel pomeriggio di lunedì, i combattenti curdi hanno ammainato la bandiera dell’Isis sostituendola con la loro, come hanno fatto anche i ribelli siriani anti-Assad intervenuti a sostegno negli scontri. «Ci sono mine e macchine bomba ovunque, e i corpi dei combattenti dell’Isis sono rimasti nelle strade», sostiene Sherman Darwish, portavoce del gruppo ribelle Burkan al Furat, citato da Hurriyet online.

Il ruolo chiave dell’avamposto strappato all’Isis

Un’operazione di «pulizia» della zona verrà effettuata prima di far ritornare i civili, fuggiti a migliaia nei giorni scorsi verso la Turchia. Tel Abyad, che si trova dirimpetto il valico di frontiera turco di Akcakale, è stata finora una via strategica per i rifornimenti verso la “capitale” dell’Isis in Siria, Raqqa. «Ora dovranno spostare i propri rifornimenti centinaia di km a ovest, nella provincia di Aleppo», ha aggiunto infatti Abdel Rahman, ribadendo il ruolo chiave della città appena strappata ai miliziani del Califfo. Miliziani ai quali vanno ad aggiungersi anche – secondo quanto riferito da Aleksandr Bortnikov, direttore dell’Fsb, i servizi segreti russi – più di 200 abitanti della regione del Volga che stanno combattendo nelle file dell’Isis in Iraq e Siria.