Incidente a Roma, fermati i due rom in fuga dopo lo schianto mortale

La fuga è finita: sono stati catturati dalla polizia i due rom ricercati per l’incidente a Roma avvenuto la scorsa settimana alla periferia di Roma, dove ha perso la vita una donna filippina di 44 anni e a causa del quale altre 8 persone sono rimaste ferite. I due sono stati rintracciati dalla squadra mobile.

Incidente a Roma, catturati i rom in fuga

I due rom fermati dopo giorni di fuga e nascondigli – ottenuti, si pensa, sulla scorta di complicità sospette e utili connivenze – rischiano ora l’accusa di omicidio volontario. Per l’incidente, costato la vita a Corazon Abordo – la donna filippina morta sul colpo dopo lo schianto mortale – è già in carcere da giorni una nomade diciassettenne che deve rispondere a sua volta di concorso in omicidio volontario. Sin dalle prime ore dell’incidente le indagini hanno puntato sulla coppia di nomadi che era in auto con la minorenne rom, presa subito dopo l’impatto letale. Uno dei due è il marito della nomade agli arresti, e padre del figlio di 10 mesi della coppia. Secondo quanto si è appreso, tra l’altro, il primo, che sarebbe maggiorenne, è stato rintracciato in Sardegna; l’altro, invece, è stato stanato a Roma, nella zona periferica di Massimina. In base alle prime indiscrezioni trapelate, i due nomadi – che sarebbero fratelli – sono stati portati in Questura e si trovano negli uffici della Squadra Mobile.

Le indagini

I due rom arrestati dalla Polizia, che in base a quanto fin qui ricostruito dagli inquirenti sarebbero stati a bordo dell’auto pirata, causa dell’investimento micidiale dei giorni scorsi, hanno 17 e 19 anni: il primo sembra fosse alla guida», ha affermato il ministro dell’Interno Alfano, non prima di aver ringraziato le forze dell’ordine per le indagini scrupolose, la tempestività e l’impegno che hanno consentito di arrivare all’obiettivo». E a margine dei riconoscimenti ufficiali, sul piano delle indagini sul caso  si apprende che il rom diciannovenne verrà presto sentito dai magistrati della Procura di Roma: dovrà rispondere alle domande dei pm coordinati dal procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani, che cercheranno di chiarire chi fosse davvero alla guida al momento del drammatico incidente.

Pansa: grazie a uomini e donne della Ps

Fin dalle prime ore della mattina, quando si è capito che il cerchio si stava stringendo sui due rom considerati gli autori dell’incidente della settimana scorsa a Roma, il capo della Polizia Alessandro Pansa è rimasto in costante contatto con il questore di Roma, Nicolò D’Angelo. Pansa, ha dunque voluto ringraziare – tramite il questore – gli uomini e le donne della Polizia che in questi giorni hanno continuato ad indagare senza sosta per arrivare all’arresto dei due giovani autori di un fatto che ha profondamente scosso l’opinione pubblica della Capitale, e non solo. E anche il sindaco Marino, la cui gestione dell’annosa “questione campi nomadi” ha fin qui suscitato polemiche politiche e malcontento sociale, si è unito al coro delle congratulazioni rivolte alle forze dell’ordine, al prefetto e al questore che, lavorando giorno e notte, hanno assicurato alla giustizia i responsabili di tanto dolore; coloro che hanno strappato Corazon Abordo al marito, alle figlie e a tutta la sua famiglia, devastando le loro vite». Aggiungendo in calce alla sua dichiarazione ciò che i romani, sconvolti da un evento drammatico come quello accaduto a Battistini, volevano sentir dire dai primi istanti della diffusione della tragica notizia: «Chi vive al di fuori della legge non può trovare spazio nella nostra città e nel nostro Paese, e il Campidoglio si costituirà parte civile nel processo contro queste persone».