In manette il chirurgo di Crocetta. Con il bisturi truffava lo Stato

È finito in manette il chirurgo “personale” del governatore siciliano Rosario Crocetta, Matteo Tutino, il re del bisturi che prometteva alle donne un gluteo perfetto per il carnevale di Rio (ti faccio il corpo bellissimo con il jet set) e un seno mozzafiato. Tutto a spese del Servizio sanitario locale che veniva attivato con certificazioni false che spacciavano per «necessari» gli interventi estetici con la complicità dei vertici amministrativi dell’ospedale di Villa Sofia di cui Tutino era primario di chirurgia plastica (ora è stato sospeso)

Il medico di Crocetta in manette

L’accusa, che ha portato agli arresti del chirurgo maxillo-facciale, medico personale di Crocetta, è  di truffa aggravata ai danni dello Stato: i carabinieri del Nas hanno dato esecuzione all’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Palermo, Giovanni Francolini. L’inchiesta viene da lontano: gli arresti sono la conclusione di una lunga attività d’indagine, avviata all’inizio del 2013,  che ha portato alla luce il castello di attività illecite compiute dal chirurgo, al quale Crocetta è ricorso in passato per interventi estetici particolarmente delicati Si tratta di un sistema di gestione del malaffare in corsia protetto dalla politica: oltre a Turino che, scrivono gli inquirenti, «ha dimostrato una spiccatissima capacità di delinquere» facendo leva su entrature politiche ai più alti livelli, sono indagati l’ex  commissario dell’azienda sanitaria, Giacomo Sampieri (che sarebbe colpevole di un buco di 13 milioni di egro), Damiano Mazzarese, dirigente del dipartimento di Anestesia e Rianimazione di Villa Sofia, e il direttore sanitario Maria Concetta Martorana. Nel curriculum del chirurgo, che non gode di buona fama tra i colleghi che lo definiscono un medico scadente, anche una condanna per omicidio colposo.

La maxitruffa del bisturi

Decine di interventi estetici venivano registrati sotto altre voci nella cartella clinica dei pazienti per permettere a Tutino di utilizzare le strutture dell’azienda pubblica e incrementare i propri guadagni. Per gli interventi di chirurgia estetica effettuati nell’ospedale pubblico il medico si faceva pagare un compenso “non dovuto” dai pazienti, spacciato come il corrispettivo per prestazioni post operatorie (medicazioni), oltre a richiederne il rimborso al Servizio sanitario regionale sulla base di documentazioni sanitarie falsificate, arrecando quindi un ingente danno all’Erario. Così, solo per fare un esempio, un naso aquilino trasformato in un nasino alla francese diventava un «indispensabile intervento per ipertrofia si turbinati nasali, per alleviare gravi problemi respiratori». I Nas, che hanno perquisito l’ospedale, lo studio e  l’abitazione del chirurgo, gli contestano dieci interventi eseguiti utilizzando le strutture ospedalieri per fini privati: ogni intervento di correzione di occhiaie, borse, adipe localizzato  portava nelle tasche del dottor Tutino  fino a 3500 euro.

L’imbarazzo del governatore

Il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta,  è “costretto” a sfiduciare a tempo di record il suo medico di fiducia al quale aveva affidato in molte occasioni la sua salute e la sua forma estetica. Un brutto colpo per il governatore. «Mi dispiace per Matteo, l’ho conosciuto come un uomo buono, religioso. So che da oggi non ho il medico curante e mi dispiace».