Impresentabili e intoccabili. Ora si sa perché Renzi li ha coccolati e difesi

Dagli Intoccabili agli Impresentabili. Come dire: da Brian De Palma a Matteo Renzi. Solo che il primo, grande regista cinematografico, ebbe la capacità di un affresco strepitoso; mentre il secondo, da discreto paraculo,  ha solo saputo cavalcare le opportunità che la politica gli ha regalato. Con il di più di aver voluto rendere intoccabili gli impresentabili. Quelli suoi, quelli che lui stesso non ha cacciato. Che gli altri potevano pure schiattare. Eccolo perciò uno dei paradossi di queste regionali 2015: la politica italiana non regge il paragone con un grande film a stelle e strisce. I suoi proclami non valgono una sceneggiatura, i suoi interpreti i più consumati attori. Così intoccabili e impresentabili da noi si mischiano e si fondono, si manifestano e si confondono: un impasto che nelle intenzioni di Matteuccio nostro avrebbe dovuto far lievitare il voto democratico e che invece ha fatto registrare il suo primo clamoroso stop. Perchè non puoi sempre fare due parti in commedia né puoi sempre dire tutto e il suo contrario senza mai pagare dazio. Intoccabili e impresentabili. E Rosy Bindi che si vendica. E Matteo Orfini che la bacchetta. Con la prima, aspra come un limone, che altro che impresentabili ( a cominciare da Giulio Andreotti) ha avuto. E con il secondo, un finto talebano, che altro che intoccabili (a cominciare da Massimo D’Alema) ha sempre frequentato. Botta e risposta. E scazzi pubblici a ripetizione. E, perciò, Pd a pezzi. Prima ancora che inalberi il vessillo della Nazione, il partito sognato gli si sfarina tra le mani al giovane ciarlatano toscano. Perché tra intoccabili di qua e impresentabili di là, tra bagarre interne e vendette tardive anche il popolo annichilito dei telemorenti alla fine si stufa. E anche al più tonto dei creduloni viene il dubbio. Compattala quanto ti pare con l’ego ipertrofico, ma la frittata senza le uova della concretezza non viene. Non riesce. E se provi a farla comunque, viene male. Caro il Matteuccio nostro.