Il Pd cerca il detersivo per lavare i panni sporchi: è Cantone. E Grillo si scatena

La sopresa sarà lui, Raffaele Cantone. Sarà l’ospite d’onore della Festa dell’Unità. Corteggiato, inseguito, cercato in ogni modo, una grande star da portare sul palco, un po’ come Celentano a Sanremo. È quel che serviva a Matteo Orfini per parlare di “festa della rinascita”, visto che di unità, nel Pd, non è il caso si farne cenno. È vero, la rinascita del partito è molto lontana, le acque in cui sta navigando sono agitate. Ma si sa, la pubblicità è l’anima del commercio, anche in politica. La Festa dell’Unità di Roma arriva come una sorta di detersivo, alcuni giorni di lavaggio nelle lavatrici della musica, del cinema e dell’animazione e i panni sporchi sono lavati. O almeno è quel che si augurano i vertici democratici. Passa il tempo, c’è un po’ di festa e tac, la gente dimentica. Del resto la location lascia sperare, C’è un grande prato verde, un gioiellino preso in prestito da Gianni Morandi.

Raffaele Cantone sul palco il 2 luglio

Tra i big che saliranno sul palco ci sarà Matteo Renzi, il suo show è previsto il 28 luglio, mentre il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti sarà presente il 9 luglio. Tra gli altri protagonisti dei dibattiti il presidente della Camera Laura Boldrini (24 luglio) e – udite udite _ il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone (2 luglio). Ci saranno, per onor di cronaca, anche la Madia e la Camusso.

Sul blog di Grillo: è il testimonial del Pd?

Ma è proprio la presenza di Cantone a suscitare polemiche. «Sguardo serio e severo, faccia pulita e curriculum di tutto rispetto: Raffaele Cantone è quanto di meglio il brand “Pd” possa proporre per riaccreditarsi di fronte ai cittadini come baluardo contro la corruzione, e non come quelli che la mettono in atto. Ma, al di là della questione pubblicitaria, che vedrà anche l’esposizione del testimonial alla festa dell’Unità del Pd a Roma, Raffaele Cantone viene spinto oltre e usato come ariete per sfondare la legge Severino e magari sistemare il pasticciaccio campano». Lo affermano i deputati M5S in un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo intitolato “Cantone testimonial del Pd?”. «La marca Pd – continua il blog – ha finalmente trovato il suo testimonial ideale, in un periodo in cui gliene arrestano uno dopo l’altro».