I risultati del M5s? Li spiega Beppe Grillo: «Il primo grazie va a De Luca»

Interviene dal suo blog, Beppe Grillo per commentare il risultato del M5S alle regionali e ringraziare chi lo ha reso possibile. Cinque categorie, in cui gli elettori del movimento sono relegati al quarto posto. Al primo, il leader mette il neoeletto governatore della Campania Vincenzo De Luca.

Un ringraziamento poliglotta

«Grazie, danke, merci, thank you», ha scritto Grillo, che sull’onda dell’entusiasmo amplifica i risultati, parlando del M5s come «primo partito in Liguria, Campania e Puglia e secondo in altre Regioni». In realtà, a spoglio non completato del tutto, ma molto molto avanzato il M5s non risulta primo partito in nessuna regione. Non c’è dubbio, però, che i secondi o terzi posti conquistati in ogni territorio siano un risultato considerevole.

Il Pd nega l’evidenza, Grillo la ammette

«Siamo forza di governo», ha detto a caldo il deputato Luigi Di Maio. Ma è davvero così? Secondo la vicesegretaria del Pd Debora Serracchiani il M5s sarebbe «totalmente irrilevante». «E contrariamente a quello che sostiene Grillo – ha aggiunto – il Pd è primo partito in tutte le Regioni, tranne in Veneto in questo momento». Davvero una lettura del voto piuttosto consolatoria e, soprattutto, se perseguita nel tempo, destinata a fare un altro favore all’avversario. «Il primo grazie (di cuore) va a De Luca, ineleggibile e impresentabile, che ha mostrato il vero volto del Pd della (il)legalità», ha scritto Grillo sul suo blog, forse per fare dell’ironia, certamente centrando il cuore dell’analisi politica sui risultati del movimento: il M5s sfonda per le sue proposte – e quindi, come sostiene di Maio, perché è forza di governo – o per gli errori delle altre forze politiche? Grillo, consciamente o inconsciamente, sposa la prima tesi, sottolineando che la volata maggiore gli è arrivata dall’esterno.

I sostenitori fantasma

All’interno, ai candidati e ai parlamentari, sono rivolti il secondo e il terzo ringraziamento, mentre gli elettori finiscono in quarta posizione: «Il quarto grazie – ha scritto ancora Grillo – a chi ha dato fiducia al M5S con il voto, e non era facile, con i media tenacemente contro a raccontare misfatti su di noi, non era semplice bucare la nebbia della disinformazione». Infine, «il quinto grazie a chi ha ridimensionato il partito dell’innominabile e lo ha portato a percentuali più consone (metà rispetto alle europee) alla sua (non) azione di governo», ha scritto Grillo, con un riferimento che risulta molto chiaro sull’innominabile (Renzi), ma molto più fumoso sui destinatari del ringraziamento: sono gli elettori di centrodestra? Sono gli astenuti?

«Accordi non ne facciamo»

Nello stesso post Grillo ha anche lasciato intendere che il M5s non accetterà incarichi di giunta. In particolare, sul piatto c’è l’assessorato all’Ambiente offerto dal neogovernatore Pd della Puglia Michele Emiliano. «Le alleanze e gli inciuci non ci appartengono», ha scritto il leader pentastellato, ringraziando ironicamente «le sirene della sinistra che ci vorrebbero assessori o alleati». Gli esponenti del M5s «sostengono che il loro ruolo è già molto importante per il solo fatto di esistere. Però temo sia una dimensione un po’ troppo autoreferenziale», è stata la risposta di Emiliano, secondo il quale «pensare che il solo fatto di esistere determini un cambiamento della vita degli italiani è un errore. E la conferma sono i dati sull’affluenza».