I Popolari di Mauro verso Fitto: Renzi più debole in Senato

 

I Popolari di Mario Mauro veleggiano verso il neocostituito gruppo di Fitto in Senato. E la maggioranza di Renzi, giù esigua a Palazzo Madama, diventa ancora più esile. Certo, quelli dei Popolari, sono piccoli numeri (oltre a Mauro, ha lasciato la maggioranza il senatore Tito Di Maggio), ma si tratta comunque di un guaio per il premier, che ora può contare solo su 9 voti in più in caso di fiducia. Un numero che potrebbe peraltro subire variazioni nei prossimi giorni, con la nascita di nuove aggregazioni politiche e ulteriori movimenti di senatori da un gruppo all’altro.

L’addio alla maggioranza è stato annunciato dallo stesso Mauro.«Il direttivo nazionale del partito dei Popolari per l’Italia ha deliberato in data odierna l’uscita dalla maggioranza che sostiene l’attuale governo». Così il parlamentare motiva la scelta: «Riforme non condivise, condotte in modo improvvisato ed approssimativo, con una improvvida esaltazione del carattere monocolore dell’esecutivo sono alla base di una decisione che è innanzitutto un giudizio definitivo su una gestione politica che sta tenendo in stallo l’Italia, la sua economia e il suo bisogno di crescita». «Le nostre idee – aggiunge il senatore – contribuiranno ora alla costruzione e all’organizzazione di una maggioranza politica nel Paese centrata sui valori popolari e liberali. Dalle parti di Renzi si ostenta indifferenza. «Tanto rumore per nulla»: cosìil capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda scomoda Shakespeare per commentare l’uscita dei Popolari.  L’eponente dem assicura che «al Senato i numeri non cambiano. Andremo avanti con la stagione delle riforme». Sarà pure così, ma i numeri sono i numeri e quelli di Renzi al Senato sono sempre più ballerini.