Grecia sempre più fuori dall’euro e i mercati crollano: fallimento UE

Mercati turbolenti, “dopo che la trattativa tra la Grecia e suoi creditori ha subito una nuova battuta d’arresto con l’improvviso abbandono del tavolo del Fmi. La doccia fredda, arrivata quasi allo scadere dei tempi regolamentari (Atene a fine mese dovrà rimborsare 1,7 miliardi al fondo), ha riportato ai massimi i timori di un’insolvenza”, si legge su “Il Sole 24 ore”.

Atene perde quasi il 6%, Piazza Affari arriva a cedere il 2% per chiudere a -1,27%

Uno scenario sempre categoricamente escluso ma ieri ufficialmente entrato nel dibattito dei governanti europei dato che, stando a quanto riferito dall’agenzia Reuters, l’ipotesi dell’insolvenza risulta inserita in un documento stilato dagli sherpa dei ministri delle finanze riunuti ieri a Bratislava per preparare il prossimo Eurogruppo del 18 giugno in Lussemburgo. In un quadro tanto incerto gli investitori non potevano fare altro che vendere pesantemente titoli di Stato della Periferia dell’area euro. L’effetto contagio ha poi colpito il Portogallo (il decennale ha riguadagnato quota 3%), la Spagna (i tassi dei Bonos hanno chiuso al 2,25% sui livelli di settembre 2014) e l’Italia con i rendimenti del BTp decennale che hanno chiuso gli scambi a quota 2,22% dopo aver toccato un picco di giornata al 2,33 per cento.

Effetto Grecia: contagio su Portogallo, Spagna e Italia

La fuga dal rischio non ha risparmiato le Borse. Le vendite partite in mattinata si sono intensificate nel pomeriggio salvo poi attenuarsi in chiusura. Il saldo finale degli indici è comunque decisamente negativo. La peggiore non poteva che essere la Borsa di Atene che ha perso il 5,92% ma anche nelle altre piazze le flessioni sono state sostenute: Milano ha perso l’1,27%, Parigi l’1,4%, Francoforte l’1,2% mentre Madrid ha chiuso in ribasso dell’1,13 per cento.

Vendite sui mercati di tutta Europa: incubo Grexit è reale

Volatile l’euro il cui andamento è stato influenzato, più che dalle vicende greche, dalle parole di Angela Merkel. Ieri infatti la cancelliera ha dichiarato che «l’euro debole è d’aiuto a Paesi come la Spagna o il Portogallo. Parole che appaiono un chiaro sostegno alla linea espansiva del governatore Mario Draghi e che, appena rilanciate dalle agenzie, hanno provocato un netto calo della moneta unica passata nel giro di pochi minuti da 1,1223 a 1,1158 dollari. Livello da cui poi si è risollevato con il passare delle ore arrivando a rivedere i livelli dell’apertura.